Voglio scrivere di musica

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: cuckatoo | Beer Song: "Burning Love", Elvis Presley

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Chissà come mai ogni mia creatura è come un fuoco d’artificio: all’inizio esplode fragorosamente e sprigiona in aria un sacco di luce (ehm, sì, vabè…), poi pian piano si affievolisce e infine la luce si spegne nell’oscurità, per dare spazio a un altro botto.
E’ stato così con All of U2, o meglio con le millemila versioni di All of U2, scomparso non appena ho scoperto che alla fine dei conti non era altro che un aggregatore di notizie degli altri siti sugli U2 (sebbene con una piccolissima punta di personalità) e che in ogni caso non riuscivo a star dietro agli infiniti movimenti di quei maledetti.

Ho paura che sia così anche con Beer Delirium.

Io adoro Beer Delirium, ragazzi. Dopo l’esperienza di All of U2 volevo qualcosa per esprimere me stesso, per scrivere qualsiasi puttanata che mi passasse per la mente come solo io so fare, come si fa in ogni blog. Ho tirato fuori sto popò di layout, che è stato apprezzato da molti (ma non da Internet Explorer, maledizione); ho scritto veramente quel che mi saltava in testa, in qualsiasi momento, specialmente nei momenti più bui; ho ricevuto pure diversi consensi (l’ultimo ieri sera, grazie Fabri) e scatenato una polemica nazionale sull’uso del greco antico.

E allora perché voltare pagina? Perché i miei deliri ultimamente sono sempre meno frequenti e sempre più incentrati sulla musica e sul Cloverfield Tour, e ciò significa che il Beer Delirium non è più un posto dove ne scrivo di tutti i colori e dove lascio nel web una fotografia della mia vita, ma sta diventando un altro “prodotto”.
Potrebbe esserci anche un’altra chiave di lettura, e cioè che in questo momento la mia vita è fatta di musica, di concerti, di racconti di concerti e di foto di concerti, ma non c’è solo quello. Cos’altro potrei scrivere, però? Che mi lamento degli orari esagerati di quando manca il mio collega in ufficio? Già fatto. Che sono sereno o che non lo sono? Già fatto, più e più volte.

E se volessi riscriverlo altre duemila volte, ormai c’è Facebook che provvede allo scopo. Una cosa che un po’ odio e un po’ mi ha assorbito. In fondo è molto più facile scrivere in due righe quello che mi tormenta o che mi riempie la giornata, oppure con un solo click far comparire il video o la foto che voglio far vedere anche a voi; ed è anche più giusto che gli affari miei rimangano delimitati nei confini di uno spazio che solo i miei amici possono leggere, piuttosto che essere venduti a un mondo che non è minimamente interessato.

Parlando di Facebook, lo stesso Beer Delirium ne è stato assorbito: grazie ai feed RSS ogni mio delirio appare in tempo reale sul mio profilo. Adesso se qualcuno è rimasto colpito da un mio delirio e vuole fare un commento ormai lo fa su Facebook, non più sul blog. Forse tutti voi che state leggendo queste parole non vi siete nemmeno accorti che sono state concepite per un elemento distinto e separato da Facebook. Quindi, alla fin fine, Beer Delirium a che serve?

Non voglio dire che non mi piace più scrivere; come dicevo, io adoro Beer Delirium e il fatto di avere un blog, e se le mie paturnie o i miei bei momenti possono avere il loro bello spazio su un social network, io voglio continuare a scrivere di musica, di qualcosa a cui tutti possono essere interessati ma senza un’impostazione giornalistica. Semplicemente parlare della musica che amo, dare i miei giudizi, condividere qualche video e qualche testo e segnalare le mie scoperte.

Una cosa che posso continuare a fare su Beer Delirium? No. Questo non è un blog musicale, non è impostato come un blog musicale, non ha il nome di un blog musicale ed è nato per un altro scopo. E’ meglio non farlo diventare qualcosa che non è, ed iniziare qualcosa di nuovo. Il nome c’è già.

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