Violenza contro le donne, basta!

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SVAWlogoOggi è una di quelle giornate un po’ retoriche alle quali però credo sia utile partecipare, con riflessioni e molto passaparola. Sto parlando della Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Perchè dico “retorica”? Bè, perchè secondo me questi momenti di riflessione collettiva lasciano il tempo che trovano, quando e se non preceduti e seguiti da iniziative concrete, mirate e più attente. Tuttavia, lodevole l’intento al quale chiaramente aderisco volentieri scrivendo questo post.

Il fulcro dell’iniziativa per molti è la violenza degli uomini sulle donne ma oggi vorrei soffermarmi su un altro genere di violenza, molto più sottile, subdola, pesante e perpetrata: la violenza delle donne su altre donne.
A volte la competizione tra donne – se vogliamo elegantemente chiamarla così – si esprime in maniera assolutamente non costruttiva: lanciando en passant battutine, frecciatine, risatine. Tutte “cosettine” che, però, scavano solchi profondi di inadeguatezza, insoddisfazione, insicurezza. La violenza non è solo ceffoni, pugni e strattoni pur sottolineando che la violenza fisica è peccato capitale; ma infliggere vessazione non è meno grave!

Le prime nemiche delle donne spesso sono proprio le altre donne. Quelle che bollano con “se la sarà cercata” le sevizie ad opera di stupratori. Quelle che misurano ancora il valore di una donna dal suo abbigliamento, dagli hobby, dal lavoro. E poi c’è un argomento che è un nervo scoperto per molte: la maternità.
Quelle che “la donna senza figli non è completa“. Quelle che “la donna che vuole figli si è votata solo a famiglia e casa è sfigata e mantenuta“. Due aspetti degli stessi assurdi retaggi che, lungi dall’essere qualcosa di superato, mi lascia sempre sbigottita, soprattutto quando a commentare così sono ragazze giovani, istruite e inserite nella società.

Per non parlare delle mal celate discriminazioni sul lavoro, quando un lavoro fortunatamente c’é; quando invece si cerca occupazione e si è in odor di matrimonio, ecco che già in fase di selezione ci si accorge che la considerazione della professionalità passa in secondo piano rispetto all’incubo probabile maternità.

Non è violenza anche questa? Non saranno botte ma sono induzioni alla depressione e al disagio.

Quanti altri esempi si potrebbero fare? Purtroppo tanti, troppi. Quindi sì, è giustissimo sostenere in ogni modo possibile le donne vittime di maltrattamenti fisici e morali da parte di uomini che spesso sono i loro mariti, fidanzati, papà, persone vicinissime eppure così crudeli. Però, care donne, non dimentichiamoci che noi stesse, tra noi stesse, dovremmo impegnarci attivamente al fine di evitarci inutile ulteriore sofferenza e crudeltà.

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