Un uomo distrutto

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Calcio

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foto CalcioBlog.itMa chi l’ha detto che nel calcio contano solo i soldi e che la passione e il sentimento sono spariti? Se consideriamo quello che è successo ieri a Genova, dove il ribelle cazzaro Antonio Cassano si è sciolto in lacrime come il Cicciobello, un’affermazione del genere si può solamente ridurre a un mucchietto di cazzate. Persino gli uomini d’affari senza scrupoli che stanno attorno al campionato, persino i nuovi Moggi e Giraudo della classe dirigente calcistica, persino certi animali che calpestano la verde erba dei campi italiani si sono commossi davanti a questa scena straziante.

Lo scenario: Sampdoria-Fiorentina, sedicesima giornata del campionato di Serie A; nel primo tempo, con la Sampdoria in vantaggio per 1 a 0, la Fiorentina si getta in attacco e pareggia con Mutu. Secondo Cassano, attaccante della Samp, l’azione dei viola era viziata da un fallo a centrocampo. Ora, vi pare che un elemento del genere possa aver fatto notare gentilmente all’arbitro questa sua osservazione? Nooo…sicuramente gli si è gettato addosso urlando parole tipo “Uè…corneùùùùt’, ma ch’ sì cecat’???”, inducendolo a tirare fuori il cartellino giallo.

A questo punto il fantasista barese è scoppiato a piangere e ha iniziato a strapparsi i vestiti di dosso come una vedova irachena al funerale del marito morto in un bombardamento (scena cruda, è vero…ma sembrava sul serio una di quelle scene che trasmettono al TG in diretta dal medio-oriente).

Piangi tu che piango io, mezza Italia si stava chiedendo che accidenti gli prendesse al “talento di Bari vecchia”. La risposta è questa: il giocatore, già diffidato, con questa ammonizione si è meritato una squalifica che gli impedirà di essere in campo domenica per la partita contro la Roma, sua ex squadra contro la quale avrebbe dato due dita per poter giocare.

Eh la madonna, Antò…ma ti sembra il caso di fare tutto ‘sto pandemonio? Che sarà mai una partita del genere per portarti a piagnucolare come un infante? Avresti dovuto pensarci prima di scagliarti come una freccia contro l’arbitro, no?

D’altronde la storia del calcio è fatta di sangue e lacrime: hanno pianto Baresi e Baggio al termine della finale dei Mondiali del 1994 e (rimanendo in tema di polli) ha pianto addirittura Pavel “Charles Manson” Nedved, che ha rimediato un’ammonizione cretina negli ultimi minuti della semifinale di Champions League del 2003 contro il Real Madrid e di conseguenza è stato squalificato per la finale contro il Milan.

Quindi non ti devi preoccupare, caro il mio talentodibarivecchia, avrai altre occasioni e altre Roma-Sampdoria per metterti in luce agli occhi dei tuoi ex-tifosi. Pensa a Nedved, che la prossima finale di Champions League la vedrà col binocolo…

Controdeliri

  1. Valentina | 28 dic 2007 @ 23:46

    che coglione di uomo!

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