The Cloverfield Tour Project

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Cloverfield Tour

Beer Word: Wembleyyyyyyyyyyyy | Beer Song: "A Dustland Fairytale", The Killers

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BonoMilano, Stadio Meazza, 7 luglio 2009; Londra, Wembley Stadium, 14 agosto 2009. Questo è The Cloverfield Tour Project, rigorosamente con le iniziali tutte maiuscole per far capire che è una cosa seria e che non stiamo qui a pettinare le bambole.

Vagamente ispirato a The Alan Parsons Project (anche se secondo il mio avvocato immaginario, per la legge sul copyright sarebbe meglio fingere di non conoscere nè aver mai sentito nominare questo gruppo), The Cloverfield Tour Project è il mio personalissimo mini-tour al seguito degli U2 per l’estate prossima ventura.

Se vogliamo essere proprio pignoli, due concerti non fanno un tour e nemmeno un mini-tour, ma l’organizzazione lascia qualche spiraglio per una possibile tripletta (chissà, magari un bis ferragostano a Wembley), se chi mi accompagna a Londra si farà prendere dall’entusiasmo (sentito???).

I quattro omini inizieranno il loro 360° Tour da Barcellona il prossimo 30 giugno, per poi visitare una dozzina di città europee tra cui, per l’appunto, Milano e Londra. Il riferimento ai 360 gradi potrebbe essere facilmente frainteso, visto il costo dei biglietti per il concerto di San Siro: si potrebbe pensare di essere messi a 90 gradi per quattro volte. Si tratta invece del palco, rotondo e piazzato al centro del campo, di modo da essere interamente circondato dal pubblico, a 360 gradi appunto.

Parere personale, è un nome del cazzo.

Se volevano stupire e far pensare il pubblico dovevano chiamarlo Cloverfield Tour, considerando che, vedendo le proiezioni tridimensionali diffuse dal sito degli U2, la forma della struttura che coprirà il palco ricorda vaghissimamente le fattezze del lucertolone che ha distrutto New York nell’omonimo film (vedi foto). Quale nome migliore, quindi?

Quattro anni fa dissi (testuali parole): “La prossima volta col cazzo che mi faccio due date degli U2″. Questa profonda riflessione nacque dalla mezza delusione dei tre concerti fotocopia che vidi nel giro di una settimana: Milano, Milano e Roma.
Fortuna che la coerenza non è la migliore delle mie doti ed è stata soppiantata dalla voglia di vedere cosa viene fuori da questo tour, dalle nuove canzoni e soprattutto dalla chimica che riescono a sprigionare quei quattro su un palco.

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