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	<title>Beer Delirium &#187; cinema</title>
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	<description>Pensieri et Paturnie since 2008</description>
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		<title>Orsù, non menta. Meglio stracciatella.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 21:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrè Nakamura</dc:creator>
				<category><![CDATA[I decaloghi di B/D]]></category>
		<category><![CDATA[I grandi perché di B/D]]></category>
		<category><![CDATA[assurdità]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Heroes. Prima stagione, sedicesimo episodio intitolato Unexpected. Interno del loft di Isaac Mendez, giorno. Isaac e Peter Petrelli stanno avendo un&#8217;accesa discussione riguardo il ruolo di Peter nell&#8217;esplosione di New York e nella rottura con Simone Deveaux. Peter Petrelli: What are these marks, huh? What do they mean? Isaac Mendez: They&#8217;re nothing. They mean nothing. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-777" title="Immagine tratta dal film 'Goldfinger'" src="http://www.beerdelirium.com/images/2009/05/bond-300x185.jpg" alt="Immagine tratta dal film 'Goldfinger'" width="323" height="199" />Heroes. Prima stagione, sedicesimo episodio intitolato <em>Unexpected</em>. Interno del loft di Isaac Mendez, giorno. Isaac e Peter Petrelli stanno avendo un&#8217;accesa discussione riguardo il ruolo di Peter nell&#8217;esplosione di New York e nella rottura con Simone Deveaux.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Peter Petrelli</strong>: What are these marks, huh? What do they mean?<br />
<strong>Isaac Mendez</strong>: They&#8217;re nothing. They mean nothing.<br />
<strong>Peter Petrelli</strong>: DON&#8217;T LIE TO ME!</p>
<p>La voce di Peter assume un tono più cupo e cattivo, e si può vedere lo spostamento d&#8217;aria che spinge Isaac indietro. Un momento eccezionale. Questa è la versione doppiata in italiano:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Peter Petrelli</strong>: Cosa sono questi segni, eh? Cosa significano?<br />
<strong>Isaac Mendez</strong>: Non sono niente. Non significano niente.</p>
<blockquote><p><strong>Peter Petrelli</strong>: NON MENTIRMI!</p></blockquote>
<p>Una rosa si affloscia con una musichetta da &#8220;risposta sbagliata&#8221; in sottofondo: la magia si è dissolta in una parola. Ma dico io, voi avete mai visto due persone nate prima del 1865, durante un dialogo così pieno di tensione, usare il verbo <em>mentire</em>? Si tratta di un verbo morto, sepolto e putrefatto, eppure continua a essere usato in tutti gli adattamenti italiani dei dialoghi cinematografici anglofoni.</p>
<p>Questo è uno dei tanti perché che il mondo telefilm-cinematografico mi ha ispirato nell&#8217;ultimo anno. Sì, perché è da circa un anno che cucino questo delirio, e finalmente un paio di giorni fa ho terminato l&#8217;elenco dei <strong>10 perché del cinema</strong>, soprattutto del cinema americano. Prendete e godetene tutti (e se avete altri perché non esistate a commentare):</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>I.</strong> Perché nessuno chiude mai la macchina a chiave?<br />
<strong>II. </strong>Perché ogni discussione accesa finisce con uno dei due protagonisti che lascia la scena di colpo lasciando l&#8217;altro come un gatto di marmo?<br />
<strong>III. </strong>Perché quando c&#8217;è un funerale piove sempre?<br />
<strong>IV. </strong>Perché 9 matrimoni su 10 non si svolgono in chiesa, ma in giardino/spiaggia/strada/salotto?<br />
<strong>V. </strong>Perché dopo aver fatto sesso due amanti dovrebbero sentire l&#8217;esigenza di coprirsi le pudenda con le lenzuola?<br />
<strong>VI. </strong>Perché al telefono anzichè dire &#8220;pronto&#8221; dicono tutti il proprio cognome?<br />
<strong>VII. </strong>Perché i criminali raccontano il proprio piano ai poliziotti/agenti segreti che stanno per uccidere?<br />
<strong>VIII. </strong>Perché i fuggitivi di un inseguimento a piedi debbono sempre intrappolarsi sul tetto di un edificio?<br />
<strong>IX. </strong>Perché non piovigina mai? Quando inizia a piovere è subito un diluvio.<br />
<strong>X. </strong>Perché chi cerca informazioni al computer deve battere duecento tasti al secondo sulla tastiera anzichè usare il mouse come tutti quanti?</p>
<p>Nella foto, <em>&#8220;Sì&#8230; ho ucciso io il Presidente, e la mia equipe di scienziati ha messo a punto un dispositivo di controllo mentale, che farà sì che l&#8217;opinione pubblica sia tutta dalla mia parte, così alle prossime elezioni tutto il mondo voterà per me, affinché il controllo totale delle ricchezze mondiali sia mio! Ma tu questo non potrai dirlo a nessuno, perché fra poco morir&#8230; ehi, dov&#8217;è finito Bond?&#8221;</em> &#8230; <em>&#8220;E&#8217; scappato mentre lei faceva il suo discorso, signore&#8221;</em>.</p>
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		<title>Cristo (e U23D) si è fermato a Porto Sant&#8217;Elpidio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 17:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ste B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[U2]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì, dopo un mese di rosicamenti e occasioni mancate, finalmente anche io ho visto U23D. Dire &#8220;visto&#8221; è un termine troppo riduttivo: quel film lo si vive come se stesse accadendo tutto davvero in quel momento. Avevo letto le impressioni dei placers (gli utenti del forum di U2place, ndr) all&#8217;indomani della proiezione organizzata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.beerdelirium.com/images/2008/05/u23d-bono.jpg" alt="u23d-bono.jpg" /></p>
<p>Ebbene sì, dopo un mese di rosicamenti e occasioni mancate, finalmente anche io ho visto <em>U23D</em>. Dire &#8220;visto&#8221; è un termine troppo riduttivo: <strong>quel film lo si vive come se stesse accadendo tutto davvero in quel momento</strong>.</p>
<p>Avevo letto le impressioni dei placers (gli utenti del forum di U2place, <em>ndr</em>) all&#8217;indomani della proiezione organizzata da <a href="http://www.u2place.com/indexita.asp">U2place</a> il mese scorso: mi ero entusiasmata per quelle parole, quelle sensazioni condivise e narrate sul forum, ma ho anche rosicato senza vergogna credendo che non avrei potuto godere di tanto spettacolo&#8230; e invece, ancora incredibilmente, ce l&#8217;ho fatta!</p>
<p><em><strong>Merito di Valerio e Michele</strong></em> che hanno organizzato la visione al cinema Giometti di Porto Sant&#8217;Elpidio malgrado <em>U23D</em> non fosse più in programmazione; merito pure del mio fidanzello che ha accolto di buon grado l&#8217;idea di partire per il weekend (vabbè gliel&#8217;ho mascherato come regalo da parte mia per il suo compleanno&#8230; so&#8217; fubbina!).<br />
Dopo aver fatto il biglietto e ritirato gli occhialoni adatti &#8211; molto simili a quelli usati dai saldatori &#8211; e dopo le classiche foto per immortalare quanto fossimo sciocchini con quei plasticoni sul naso, ci siamo sistemati in sala; parte la proiezione e io penso: <em>&#8220;Oh, ma che sòla, negli altri cinema si vede tridimensionale e qui non cambia niente?&#8221;;</em> solo un attimo dopo veniamo letteralmente investiti da scritte e immagini che fuoriescono dallo schermo!<span id="more-126"></span></p>
<p>E da lì in poi è stato un susseguirsi di batticuore, sensazione di essere lì in quell&#8217;onda umana che partecipava calorosa al concerto, gli occhi di Bono fissi nei miei occhi, i sorrisi di un Adam estremamente orgoglione, le schitarrate di un Edge pieno di energia, i bicipiti tesi di un sempre serio Larry. Le vene, sì, quelle me le ricordo benissimo e le rughe di un Bono a tratti emozionato, a tratti molto attore e infine sorridente e soddisfatto dell&#8217;ennesimo bagno di folla.</p>
<p>Gli strumenti sembravano essere lì, a portata di mano per essere usati da noi in platea; finalmente s&#8217;è chiarita una volta per tutte la bufala del Bono chitarrista: non ci credeva più nessuno, però ora è evidente a tutti che <strong><em>fa solo il figo con la sua chitarrina ma non suona!</em></strong> Ricordo la voglia di muovermi, di esultare, di cantare&#8230;  tutte cose che ho pur fatto, ma cercando di mantenere un contegno e di non disturbare gli altri spettatori.<br />
E ricordo, ancora, il mio stupore nel vedere tutte queste immagini così realistiche da darmi l&#8217;illusione di essere lì su quel palco o lì tra tutte quelle braccia; ed è stato così bello girarmi alla mia destra, alla mia sinistra e vedere sulle facce dei miei compagni di viaggio e visione le stesse mie sensazioni.</p>
<p>Sono uscita da quella sala ubriaca di luci, colori, canzoni, suggestioni; con un sorrisone così, stanca, emozionata&#8230; ha ragione Valerio quando dice che la visione equivale a un mezzo concerto!<br />
Ho scritto tutto ciò più che altro per mettermi in pari con Situ: sia mai che pensi che sto ancora qui a rosicare perchè lui ha visto <em>U23D</em> prima di me</p>
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		<title>Andrea, gli U2 e la tridimensionalità</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 13:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrè Nakamura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[U2]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; inevitabile: quando si pensa di essere saturi di qualcosa, di aver assorbito tutto l&#8217;assorbibile e di non poterne più, basta una piccola cosa e si vede tutto da un&#8217;altra prospettiva, ogni cosa diventa un&#8217;altra volta nuova ed è come se fosse il primo giorno. Mi piacerebbe molto che queste parole fossero riferite a un&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.beerdelirium.com/images/2008/04/u23d.jpg" alt="La locandina del film" width="220" height="330" align="left" />E&#8217; inevitabile: quando si pensa di essere saturi di qualcosa, di aver assorbito tutto l&#8217;assorbibile e di non poterne più, basta una piccola cosa e si vede tutto da un&#8217;altra prospettiva, ogni cosa diventa un&#8217;altra volta nuova ed è come se fosse il primo giorno.<br />
Mi piacerebbe molto che queste parole fossero riferite a un&#8217;altra situazione, ma se esiste una probabilità su un miliardo che le cose ritornino come qualche tempo fa, sicuramente non si avvererà nemmeno quella.</p>
<p>Sto parlando degli U2, in realtà. Trent&#8217;anni di musica da parte loro, nove di assidua devozione da parte mia e a un certo punto, come in una specie di matrimonio, subentra l&#8217;<em>abitudine</em>. Le canzoni son sempre quelle e non si possono ascoltare all&#8217;infinito trovando sempre nuove sfaccettature per poterle riscoprire ogni giorno; e prima o poi da qualche parte spunterà un giovane gruppo, probabilmente più attraente del &#8220;proprio&#8221;, che ruba tutte le tue attenzioni e ti fa sbandare per un attimo.<br />
Ma quando il matrimonio ha una base solida c&#8217;è sempre qualcosa che ti riporta a casa. In questo caso sto parlando di <em>U2 3D</em>, il nuovo film-concerto dei quattro di Dublino che ho visto ieri a Melzo in uno dei pochi cinema italiani attrezzati per poterlo proiettare.</p>
<p><span id="more-98"></span>Come per ogni occasione attesa da tempo, il dopo-evento è una confusione totale in quello spazio ampio ma riempito molto male che è la mia testa. Ho circa un miliardo di impressioni tutte raggomitolate assieme e difficili da sbrogliare.<br />
Iniziamo col dire che la tecnologia 3D è impressionante; dispiace un po&#8217; aver avuto il primo contatto con essa grazie al trailer di <em>Hannah Montana</em> piuttosto che con il film vero e proprio, ma di certo non potevo chiudere gli occhi. Purtroppo ero in una posizione leggermente troppo arretrata per poter dire che mi sembrava di essere lì (la visione dei bordi dello schermo mi ha tenuto gli occhi bene aperti sulla realtà), però quello che ho visto è meraviglioso.</p>
<p>Cercherò di spiegarlo il meglio possibile: le immagini che vengono proiettate sullo schermo sono su diversi livelli, in base alla posizione del soggetto inquadrato rispetto a ciò che lo circonda, e la cosa si trasforma in un effetto di &#8220;quasi-realtà&#8221; negli occhi di chi guarda il film. In particolare i primi piani sono impressionanti (ok, oggi abuserò di questo termine): più volte ho avuto l&#8217;impressione che Adam Clayton mi spaccasse il setto nasale con il manico del suo basso o che Bono volesse toccarmi dove non batte il sole, tanto era verosimile la profondità dell&#8217;immagine.<br />
Inoltre la definizione è altissima. Si possono contare i peli delle ascelle dei ragazzi in prima fila, oppure leggere il messaggio scritto sul display del telefonino di uno spettatore vicino alle pedane sistemate in mezzo al pubblico.</p>
<p>Oltretutto, mettendo da parte l&#8217;aspetto tecnico, c&#8217;è la musica. Un mix dei concerti degli U2 in SudAmerica nel 2006, con le canzoni più rappresentative della band (<em>One</em>, <em>Pride</em>, <em>Where the Streets Have no Name</em>, <em>Beautiful Day</em>) unite ad alcuni pezzi che in questa versione rendevano al triplo delle loro potenzialità (due esempi su tutti: <em>Love and Peace or Else</em> e <em>The Fly</em>).<br />
Baci in bocca di Bono ad Adam, sorrisi (!) di Larry Mullen jr., tamburi martoriati, parole colorate che riempiono lo schermo e gli occhi, luci, fumo, display di telefonini e fiamme di accendini sparse in un mare di decine di migliaia di teste&#8230; Tutto questo visto in un cinema pieno di invasati come il sottoscritto non può essere che una rinfrescata al mio rapporto con gli U2.</p>
<p>Intanto è una settimana che ascolto ininterrottamente i Muse e andrò a vederli a Dublino ad agosto.</p>
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