Siamo stati vendicati

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Calcio

Beer Word: ripetizione | Beer Song: "Because I Got High", Afroman

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foto PremierLeague.com

Mercoledì sera, come tutti i calciofili sapranno, l’Inter è stata eliminata dalla Champions League per mano del Manchester United. Nonostante tutta l’Italia anti-nerazzurra non abbia perso un minuto per riderci in faccia (compresi i gobbi eliminati non più di 24 ore prima e i rottoneri che non sono arrivati nemmeno agli ottavi di Uefa), è stata una sconfitta onorevole e accettabile.
In fondo ce la siamo giocata contro i campioni d’Europa e del Mondo uscenti, attualmente la squadra più forte del globo terracqueo, e con un po’ di fortuna in più probabilmente il turno l’avremmo passato noi. Ma sarebbe stata solamente, appunto, fortuna, poichè nell’arco dei 180 minuti il Manchester ha effettivamente meritato.

Però la traversa di Ibra, quel tiro di Stankovic e il palo di Adriano gridano vendetta, ah se gridano vendetta. E come al solito c’è qualcuno che ci vendica anche se non è interessato a farlo: il Liverpool.

Questa squadra mi ha sempre dato grosse soddisfazioni, e se la cosa non fosse un po’ vergognosa direi quasi che me ne ha date più della mia. Ci siamo conosciuti una sera di maggio di otto anni fa, quando con un 5-4 clamoroso hanno vinto la Coppa Uefa ai danni di quel Deportivo Alaves che aveva trombato sonoramente l’Inter di Marco Tardelli (la stessa Inter dello 0-6 nel derby).

L’amore più puro invece è sbocciato quattro anni dopo, nella finale di Champions contro i Ridicoli a Istanbul. Che ve lo dico a fare? Sotto di tre gol a fine primo tempo, con le Merde che stappavano lo champagne negli spogliatoi, i Reds tornano in campo col sangue agli occhi e in sei minuti piantano loro tre botte nel sedere difendendo poi il risultato fino ai rigori, dove i Patetici vengono umiliati dalle danze arabe del portiere polacco Dudek e tornano a casa con le pive nel sacco.

Da allora ho amato e seguito il Liverpool sempre di più, tifando per loro in Champions a causa delle annuali premature dipartite dell’Inter (vi lascio immaginare il dispiacere nel veder vincere i Pagliacci due anni fa ai danni dei miei Reds grazie a un gol di pisello di SuperUomodimerda Inzaghi) e in Premier, dove in realtà il Liverpool ha sempre raccolto pochino.

Quindi, come dicevo, il Liverpool ci ha vendicato anche stavolta. Dopo aver pucciato quattro savoiardi nella porta del Real Madrid martedì sera, Gerrard e compagni hanno deciso di replicare contro il Manchester United e di fare quello che noi, ahimè, non penso riusciremo mai a fare.

Quattro legnate anche all’Old Trafford, e secondo scontro diretto portato a casa.

Ora i punti da recuperare sono solo quattro (anche se il Manchester ha ancora una partita da recuperare), per tentare di conquistare una Premier League che non arriva a Liverpool da almeno diciotto anni. E c’è sempre la Champions, chissà, magari con un’altra bella sfida contro i Red Devils.

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