Risparmiare sulla musica non è impossibile

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Musica, Segnalazioni, Tecchinologgia

Beer Word: porco | Beer Song: "Cabron", Red Hot Chili Peppers

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Ultimamente si tende a scegliere in prevalenza muli o torrenti per avere la musica a costo zero. Non mi dilungo sulla questione morale/legale dell’argomento, perché avrei tante cose da dire ma non saprei come farlo. Diciamo che c’è da paragonare la bellezza di avere su un hard disk una discografia notevole ma “virtuale” senza dilapidare stipendi interi con la bellezza di avere fra le mani una discografia vera e tangibile, ma costosa.

Ed è qui che entra in gioco internet. L’acquisto su internet può essere un’arma a doppio taglio, a volte. Puoi trovare affaroni straordinari così come pacchi clamorosi. Sta tutto nel trovare i siti giusti dove farlo.

Negli ultimi tre mesi la mia vetrinetta musicale si è arricchita della discografia dei Muse, di quella dei Coldplay e di quella dei Killers, più il box-set con i primi quattro album degli U2 rimasterizzati.
Parliamo di dodici album, tre doppi CD+DVD, due DVD e quattro album doppi. Per tutto questo in un normale negozio di musica si pagherebbero circa 400-450 euro (stimando tra i 15 e i 20 euro il prezzo di un CD normale e tra i 25 e i 30 quello di un doppio).

Io ho pagato esattamente 250 euro per tutto quanto e la metà di questa roba non l’ho presa nemmeno su internet, ma con varie offerte che ho trovato all’HMV di Dublino e alla Fnac, altrimenti avrei risparmiato ancora di più.

Quindi, ragazzi, piantatela di lamentarvi che la musica costa troppo e muovete le chiappe. Per ciò per cui vale veramente la pena spendere basta usare il web e cercare quanto più potete di evitare i negozi che vi appioppano i CD a 20 euro, anche se sono gli ultimi usciti. Fatevi una PostePay, andate su Play.com o su Amazon, per esempio, e troverete la musica a poco più della metà.

Se pian pianino si abbandonano le catene di negozi musicali la legge del mercato spingerà queste ultime ad abbassare i prezzi e via dicendo, almeno secondo i principi economici illustrati nelle catene di Sant’Antonio sulla benzina.

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