Porci che starnutiscono

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Attualità, TiVì

Beer Word: ormone | Beer Song: "People = Shit", Slipknot

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Emilio FedeCredo fermamente che l’Italia, nonostante le sue mille contraddizioni, sia un Paese fantastico. E lo dico con tutta l’ironia e il sarcasmo che posso metterci. Prendiamo, tra i numerosi problemi che ci attanagliano (mafia, sanità, corruzione, istruzione, economia, disoccupazione, eccetera eccetera eccetera), un aspetto che potrebbe passare in secondo piano, anche se ha la sua bella importanza: l’informazione televisiva.

Non ho studiato e non sono un esperto, ma se dovessi descrivere grossomodo come dovrebbe essere la televisione, direi che dovrebbe dividersi in intrattenimento e informazione. Dico bene? Per andare più nel profondo oserei affermare che le due cose dovrebbero essere il più possibile diverse e separate.

Purtroppo in Italia (e probabilmente non solo qui) questo non succede affatto, perchè l’informazione televisiva si mischia spesso e volentieri con l’intrattenimento, nella maggior parte dei casi l’intrattenimento più becero. Così accade che un terzo del telegiornale sia occupato dagli ultimi interessantissimi aggiornamenti sul Grande Fratello, su chi ha insultato chi, chi ha trombato con chi e chi ha tirato un secchio di piscia a chi, oppure sugli ultimi progetti di Valeria Marini, o sull’appassionante love story tra Fabrizio Corona e la prima puttana che è passata sul suo uccello (e scusatemi se sono un po’ grezzo, ma solo pronunciare certi nomi mi fa montare la scimmia).
Però questo, nonostante continui a farmi venire brividi freddi lungo la schiena, non mi stupisce più. Oramai abbiamo capito che l’italiano medio è un idiota e passa metà della giornata a farsi lobotomizzare da certi programmi.

La cosa che da un po’ noto ed è saltata alla mia attenzione in questi giorni è che per i restanti due terzi del telegiornale si assiste a una sorta di ciclicità delle notizie. In questo caso ciclicità, parola che ovviamente non troverete sullo Zingarelli, significa che ci sono determinati tipi di notizie (stando alla mia memoria direi sei tipi) che per un periodo più o meno lungo vanno di moda, finchè il cosiddetto “uomo della strada” non ne parla più. Lo scopo di tutto ciò? Gli ascolti!!! E cos’altro sennò?

Come dicevo, le tipologie di notizie “alla moda” sono sei: disastri aerei, malasanità, stupri, rapine a ville o esercizi commerciali, aggressioni di animali ed epidemie, cioè quella che sta dilagando attualmente.
In questi periodi sembra che quel determinato tipo di notizia avvenga con una frequenza di mille volte superiore alla media, mentre quando gli altri sono in voga non esistono casi documentati.

Un esempio: quanti aerei cadranno in un anno? Dieci? Venti? Ammettiamo che siano cinquanta, anche se non è così: a un certo punto salta fuori la notizia di un Boeing 737 schiantato sulle Ande o in Mongolia. Da quel momento inizierà il mese dei disastri aerei e più o meno ogni giorno un aereo crollerà in mare, si disintegrerà contro una montagna o su una città. Insomma, il 98% degli incidenti aerei è concentrato più o meno in due mesi l’anno; il restante 2% è sparso negli altri dieci mesi, ma evidentemente questo non fa notizia.
Per questo principio nel mese degli stupri non si può girare l’angolo senza essere seviziati o nel mese delle aggressioni di animali centinaia di pitbull rabbiosi vagano per le strade delle nostre città affamati di bambini.

Ma torniamo alla notizia del momento: LA FEBBRE SUINA!!! Non può non scappare una risata sentendo il nome che i giornalisti hanno dato a questo fantomatico virus H1N1: sentendolo ti viene in mente un maiale che starnutisce e la cosa obiettivamente è ridicola.

Andando indietro nel tempo si può risalire all’origine di queste notizie che piacciono tanto a chi vuole arricchirsi facendo spaventare a morte la gente: la mucca pazza. Nel 1994 circa centosessanta bovini sono morti nel Regno Unito a causa dell’encefalopatia spongiforme bovina; da quel momento qualcuno ha fiutato il business e chiamando questo virus “morbo della mucca pazza” ha convinto centinaia di milioni di persone a rinunciare alla carne bovina, paventando un possibile contagio tra gli umani. In Italia fu addirittura vietato il commercio della famosissima fiorentina. Un toccasana per la dieta, un po’ meno per i macellai.

Nel 2001 è stata la volta dell’afta epizootica, comunemente conosciuta come influenza aviaria. Memori dei problemi psicologici delle mucche, milioni di europei sono caduti in preda alla psicosi. Risultato: migliaia di polli abbattuti ma non un solo contagio tra gli esseri umani.
L’anno scorso invece lo spauracchio era il latte in polvere cinese. Anche qui panico a livello nazionale, intere partite di latte sequestrato, ma di problemi seri e tangibili neanche l’ombra. E la SARS? La nuova peste bubbonica?

Solo il tempo ci potrà dire se questa febbre suina sia un vero pericolo o l’ennesimo inutile, stupido allarmismo volto a riempire le casse delle industrie farmaceutiche a discapito degli allevatori e dei produttori alimentari. Io propendo più per la seconda ipotesi, e penso che ci risentiremo non appena qualche dottorino in Sicilia dimenticherà il Blackberry nell’intestino di qualcuno. Da quel momento per un mese vi conviene non ammalarvi.

Nella foto, Emilio Fede mostra il suo lato migliore.

Controdeliri

  1. Ste B | 30 apr 2009 @ 20:37

    Sei venuto bene in foto, carino! :D

  2. Andrè Nakamura | 30 apr 2009 @ 20:50

    lo vedi che non leggi tutto? la foto è di emilio fede, scorreggina

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