18
gen
08
Perché si dà tanta importanza al greco antico?
delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: I grandi perché di B/D
Nel forum a cui partecipo è nata una discussione abbastanza interessante, scatenata da un mio dubbio che ritengo essere abbastanza legittimo; un dubbio che è nato considerata la situazione della mia dolce malata di mente, la quale nei giorni scorsi ha passato qualcosa come 3/4 della sua esistenza sui libri del suo liceo classico.
Non è nemmeno necessario farlo presente: le fondamenta del programma di un liceo classico sono composte prevalentemente dal latino e dal greco, con una parte minore riservata ad altre materie a mio parere molto più utili nella vita di tutti i giorni. Proprio il greco sarà materia d’esame per gli studenti del classico e motivo di esaurimento nervoso per la maggior parte di essi.
Lasciando da parte il latino, che in fondo più che essere una lingua morta è… agonizzante, io ci penso e mi pongo un quesito: a che diavolo serve nella vita conoscere il greco antico? Attenzione, stiamo parlando di saper tradurre un testo dal greco antico all’italiano, non della conoscenza della storia della cultura e della civiltà greca.
Io ho una tesi che ovviamente i classicisti smentiranno sdegnati. Il greco antico non serve a un cazzo. A meno che non ci si trovi alla quindicesima domanda di Chi vuol essere milionario? o su una stupida isoletta del Mar Egeo a dover contrattare con un pastore l’indicazione per il barcarolo più vicino.
Voglio dire, se uno studente segue l’indirizzo classico per avviare una brillante carriera di insegnante o studioso di testi antichi… accidenti se il greco è utile! E’ indispensabile, altrochè.
Ma a prescindere dalla propria professione, se io ho un banco al mercato o faccio il muratore ma ho basi di – per esempio – informatica, lingue straniere, economia o geometria avrò la possibilità di applicare la mia conoscenza in aspetti pratici della vita. Se conosco il greco antico che caspita di uso posso farne?
Nel rispetto delle opinioni di chiunque colgo l’occasione per dire che questo è il punto di vista di una persona abbastanza ignorante ed ottusa che fa una fatica immensa a mettersi nei panni altrui. Prendete queste parole per quel che sono.
Nella foto, una greca.


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Controdeliri
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il greco e la matematica per esempio oggi come oggi hanno la stessa utilità
cioè puramente teorica
non è che se non sto studiare una cazzo di funzione sarò un disastro nella vita pratica,ecco
“con una parte minore riservata ad altre materie a mio parere molto più utili nella vita di tutti i giorni”
magari fosse cosi’!!! se fosse come dici tu saprei greco e latino a menadito.
so meglio matematica di grammatica greca… da sempre, ma proprio perche’ matematica mi piace
peccato l’abbia scoperto dopo aver scelto l’indirizzo classico
tutti i profs purtroppo pretendono alla stessa maniera (eccetto quella cretina d’inglese, la materia effettivamente e immediatamente piu’ utile all’esistenza, ai nostri tempi)
imho, la perfezione logica della matematica e’ ineguagliabile
bhe comunque io studiando medicina ho molta piu’ difficoltà di altri che conoscono il greco antico nel memorizzare buona parte dei numerosissimi nomi anatomici e non solo…quindi a qualcosa serve…
Il greco è alla la base della nostra lingua e la storia greca alla base della nostra cultura. Migliaia di parole che pronunciamo tutti i giorni hanno un’etimologia greca. Studiare greco significa perciò studiare la nostra cultura, le sue origini, la sua storia. E non è possibile comprendere la storia e la cultura greca al meglio senza lo studio di questa lingua. Non è inutile. Ce ne sono di cose inutili in giro, che non servono veramente a niente, bisognerebbe abolire quelle! E un’aiuto nella vita tutto questo te lo può offrire, almeno eticamente, è non è poco: un uomo che pensa bene fa anche bene. Solo conoscendo il passato si può capire il presente e migliorare il futuro.
Certe cose non sono comprensibili per tutti. Studiare l’antico serve a nutrire l’anima e a capire il futuro. Poi, chi l’ha detto che la matematica non è utile? Si informi con ingegneri, architetti, informatici, biologi, naturalisti, ambientalisti e poi ne riparliamo.
Io non discuto la storia greca o il fatto di studiarla. L’Italia è zeppa di Grecia antica, ed è importante sapere quanto i greci abbiano influenzato la storia, il costume e l’arte dell’Italia (principalmente al sud). Qua si parla del greco antico in quanto lingua.
Il mio tormento (che ormai dopo 4 mesi direi che non mi assilla più di tanto) è capire quanto possa incidere in una persona il saper prendere un testo in greco antico e saperlo tradurre in italiano. In parole povere: su 100 persone che hanno fatto il classico e hanno studiato greco, quante nella propria vita successiva alla scuola (o meglio, all’università) hanno avuto la necessità di tradurre dal greco antico?
Poi, ovviamente, i miei sono dubbi e perplessità espresse dal basso del mio diplomino in ragioneria (e lavorando ho rimosso il 99% di ciò che ho studiato), quindi è giusto che esprimiate le vostre perplessità riguardo le mie affermazioni. Sta di fatto che non riuscirete a farmi cambiare idea :-D
(Mai detto che la matematica non è utile. Sono ragioniere e vivo di proporzioni/equazioni)
Sicuramente non puoi comprendere l’importanza degli studi classici non avendone fruito tu stesso,in prima persona.Le basi del pensiero occidentale,come saprai,risiedono nella civiltà greca e noi possiamo realmente comprenderla e farne tesoro solo studiandone i testi in prima persona e cogliendo ogni più piccola sfumatura insita nel linguaggio delle opere che ci ha trasmesso.Il messaggio di un testo non viene solo veicolato dall contenuto dell’opera ma è anche la forma che ci offre un imput per capire meglio il testo.Chi si occupa di studi umanistici questo lo sa ed per questo motivo che si sforza di leggere e capire in tutte le sue sfaccettature un testo per es.nell’italiano del Duecento,invece di leggere una traduzione nell’italiano attuale.Aggiungo anche che leggere un testo nella sua lingua originale lo rende più vivo che mai e fa rivivere quell’autore che ritorna a parlare oggi ,ed è sorprendente come nonostante siano trascorsi tanti secoli questi testi antichi comunicano un messaggio ancora attuale e valido.Io non pretedo ora che tu convenga con me,chi non ama questa materia e non l’ ha studiata, in fondo non potrà mai capire il vero senso dello studio di questa disciplina .Per questo penso che chi non conosce è meglio che si astenga:io non esprimo sentenze su campi che non conosco perchè appunto mi ritengo ignorante,,così dovrebbero fare tutti.
Ci sono un miliardo di cose che non riesco a comprendere, nel mio piccolo. Il greco antico, la religione (cfr.), il fatto di essere un ragazzo favoloso e nonostante tutto venire continuamente mollato, mmm… l’essere milanisti, anche.
Diciamo che con le cose che non so e non riesco a comprendere ci potrei riempire un magazzino di 10.000 mq. Per piano. Su dieci piani.
Ma, cavolo, se dovessi scrivere sul blog solo quello che so… che li pagherei a fare 37 euro annue di dominio .com? Faccio domande, dico cazzate, mi sfogo. E’ un blog, accidenti, perchè dovrei astenermi dal dire qualsiasi cosa che mi passa per la testa?
Detto questo, mi stupisce e mi incuriosisce notare che iniziano a essere tante le persone che vanno su Google e digitano “greco antico”. E che finiscono qui aspettandosi di trovare scritto qualcosa di intelligente. Statisticamente, se escludiamo i deliri commentati da amici miei giusto per farmi piacere, questo è quello più gettonato. Wow.
Va a finire che “greco antico” diventerà una stringa di ricerca più digitata di “sex”.
raga aiuto non riesco a tradurre una versione sapete qualche sito???aiuto la devo presentare oggi
Ehm….vabè
I licei non danno nessuno sbocco professionale.Servono per l’Università.Inutile dire che il greco serva o non serva considerandolo alla stregua di una lingua straniera,che perde sempre più importanza con l’affermarsi di inglese e cinese.
E poi il greco è parlato in tutto il mondo,perché parole scientifiche e di qualsiasi genere derivano dal greco.
Se non si conosce il greco tutti i concetti sono mediati e non diretti.É come aver bisogno tutte le volte di un traduttore.Esempio:palindromo,detto di parola che si può leggere nei due versi,come ”ossesso”,Dal greco palin(all’incontrario)e dròmos(corsa).Ma anche parole pronunciate tutti i giorni senza capirne a fondo il significato.Esempio:palinsesto,dal greco palimpsestos (palin:di nuovo e psan:raschiato).
Insomma chi non sa il greco conosce le parole attraverso il loro uso,superficialmente;chi lo conosce è padrone assoluto della parola.
Questo non considerando Letteratura,filosofia,storia,ecc,
É opportuno considerare che il liceo è propedeutico all’Università e non dà sbocchi professionali immediati.
Ah! Dimenticavo…. Non riducetevi come Vittorio Alfieri,a dover studiare il greco a quarantanni !!!
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