13
mar
08
Perché i vecchietti spiano i lavori in corso?
delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: I grandi perché di B/D
Settimana zeppa di dubbi, la mia. Probabilmente si è risvegliato in me l’impeto che di solito è proprio dell’infanzia, ovvero quello di rincoglionire i genitori (o comunque il primo che capita a tiro) con domande su qualsiasi cosa: “Perché? E perché? E perché? E perché?”.
Questa domanda me la sono posta quest’oggi mentre mi recavo in ufficio. Il mio è un tragitto breve, ma in quei due o tre chilometri che mi separano dal mio inferno personale ne vedo di cotte e di crude: dalle pecorelle che brucano a lato strada (ma dove cazzo vivo?) agli automobilisti-fulmine della provinciale, che ti si cagano davanti e guai se superano i 20 km/h.
Al rientro dalla pausa pranzo di oggi, mentre sto per attraversare il ponte sovrastante il torrentello che divide la parte bassa del mio paesello (dove abito) da quella alta (dove lavoro), noto un certo affollamento di pensionati, chi a piedi chi con la bicicletta in mano, che guardano giù verso il fiume.
Non appena sono sul ponte ho la risposta al mio “Che stracacchio di accidenti guardano?”: nel fiume quasi asciutto c’erano diverse ruspe che facevano un indefinito lavoro di escavazione del letto del fiume stesso. E i pensionati lì fermi a guardare.
Ora, il grande perché di oggi è: che piacere può provare una persona nello stare ore a guardare i lavori pubblici? Li trovi ovunque: fanno una rotonda? Eccoli. Scavano una buca? Eccoli. Asfaltano una strada? Morirebbero per le esalazioni tossiche, quindi lì non ci sono.
Questa morbosità del voyeurismo stradale è un fenomeno al quale riesco a trovare solamente due possibili spiegazioni:
1) sei pensionato, a casa ti annoi, il circolo delle bocce non ha più la stessa attrattiva di un tempo; quindi bicicletta in mano te ne vai a cercare il primo cantiere stradale per avere uno spunto di discussione con i tuoi simili (es. “Ah, ai miei tempi si lavorava giorno e notte e i lavori in una settimana erano finiti. Ora con i sindacati, il uèlfer e i comunisti possiamo aspettare anni” … “T’las pròpi rasùn, Giacu”);
2) una ruspa che scava in un buco è il simbolo fallico più a portata di mano per qualcuno; quindi ho solo due parole: eccitazione sessuale.
La parola agli esperti (un grazie a MaxPezzaliNetwork.com per la foto. Anche lui ha notato la cosa.)



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Controdeliri
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L’Italia, oltre ad essere un popolo di allenatori, è anche un popolo di vecchi geometri mancati a quanto pare.
Guarda, preferisco che gli anziani stiano a guardare e a fare filosofia attorno ai cantieri, piuttosto che trovarli a far la coda furbetta alla posta.
Quando posso, li faccio passare avanti piuttosto che sentirli gufare e smadonnare con la fiatella alle mie spalle quando ritiro il dovuto resto (“Ecco, adesso questa qua fa finire i soldi per il pagamento della mia pensione”).
Se Dio vuole, diventerà una vecchia rompiscatole pure io :-D
mm mio nonno in realtà ha un’altra fissa.
le macchine.
ogni santa mattina mi accompagna a scuola. “ma ti rendi conto che a Sabac (dove abitano i miei nonni, in Serbia, ndE) si vedono tutti i modelli di auto che ci sono qui? blablabla…”
il massimo è quando si mettono davanti a palazzi appena finiti di costruire e dicono “Maronn Che Shkif!”
Ma la domanda da porsi è anche : ” siamo sicuri che parlino di lavori publici mentre li guardano?”
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