Venghino siori venghino

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Attualità

Beer Word: cittadinanza | Beer Song: "Best of You", Foo Fighters

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Da Wikipedia:

Luserna San Giovanni (in occitano Luzerna e San Jan, in piemontese Luserna e San Gioann) è un comune di 7.867 abitanti della provincia di Torino. Il territorio comunale si trova in Val Pellice e fa parte della Comunità Montana Val Pellice.

Persino Wikipedia ci caga a fatica. Tre righe in croce per liquidare questo (poco) ridente paesino incastonato in un punto a casaccio a metà strada tra Torino e Cuneo… e sinceramente non mi aspettavo molto di più. Approfondirò io, per chi non ha la sfortuna di conoscere questa realtà.

Luserna è un paese totalmente anonimo, famoso per poche cose: la gneiss lamellare, comunemente chiamata Pietra di Luserna, una pietra usata per pavimentazioni e coperture (tetti); la Caffarel, fabbrica di cioccolato poco dissimile da quella di Willy Wonka (ci sono anche gli Umpa-Lumpa); ahimè, l’omicidio Gliatta di metà settembre.

Fondamentalmente, se non sei appassionato di edilizia, cioccolato o di figli di puttana omicidi, Luserna non la conosci manco per il cazzo. Noi lusernesi, quando dobbiamo rispondere alla domanda “Dove abiti?” rispondiamo “Vicino a Pinerolo” pur di non vedere la faccia del nostro interlocutore trasformarsi in un punto interrogativo gigante.

Nonostante tutto, ogni paese ha un evento catalizzatore capace di radunare migliaia di persone, e Luserna non fa eccezione: Cavour ha Tuttomele, Carmagnola ha la Sagra del Peperone

…noi abbiamo la Fiera dei Santi.

Fino a qualche anno fa il solo nome di questa fiera faceva nascere un enorme paradosso: la Fiera dei Santi si faceva il giorno dei morti. Effettivamente la Fiera dei Morti non avrebbe attirato grandi orde di persone. Da qualche anno a questa parte la nuova amministrazione comunale ha ampliato la fiera trasformandola in una serie di eventi che vanno a riempire una settimana intera.

La fiera si svolge in tre punti diversi di questa megalopoli del nuovo millennio. Vicino alla stazione ferroviaria è stato montato un palatenda, che ospita le serate danzanti e gli spettacoli di cabaret di quei pochi comici di Zelig che vengono via a buon mercato; il centro paese è affollato di bancarelle varie; per finire nella zona “del bersaglio”, vicina agli impianti sportivi, troviamo il clou della settimana fieristica: il mercato del bestiame.

Centinaia di capi, tra b’rre (pecore), crave (capre), vache (mucche) e bùc (montoni), attirano migliaia di agrìcul (contadini) provenienti da tutto il Piemonte e forse più. Migliaia di persone che una volta l’anno vanno a riempire un paesino ridicolo e piccino come questo. Migliaia di automobili a intasare la sempre deserta Via I° Maggio e a riempire qualsiasi parcheggio esistente nel raggio di 5 chilometri, cosa che se non hai il garage puoi stare una settimana in moto perpetuo, perchè tanto un posto non lo trovi.

Io alla fiera non ci vado da almeno dieci anni. E’ una bella rottura di coglioni.

Venerdì

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: I decaloghi di B/D

Beer Word: volontà | Beer Song: "Mamma Mia", ABBA

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Non esiste un giorno migliore del venerdì nella settimana di noi poveri impiegatucoli da quattro soldi, noi che usciamo dall’ufficio pestando le borse che dovremmo avere sotto agli occhi ma che ci finiscono sotto ai piedi.

Non sono migliori né il sabato né la domenica, in pieno stile leopardiano. Già, quello che rende speciale il venerdì è l’attesa del weekend, non tanto il weekend stesso.
Infatti non appena suona la sveglia ci rendiamo conto che è l’ultima della settimana e questa piccola stupidissima cosa ci fa alzare con il piede giusto. Da lì in poi nessuno ci può toccare o far aumentare la quota di incazzature della settimana… perchè tanto la settimana sta per finire!

In omaggio a questa giornata meravigliosa, le prime 10 cose che mi vengono in mente (o che ho cercato su Google, non raccontiamoci cazzate) dedicate al venerdì:

I. Friday, I’m in Love (canzone, The Cure)
II. Friday Night (canzone, The Darkness)
III. Friday Night (canzone, Lily Allen)
IV. Venerdì (personaggio, Robinson Crusoe)
V. Venerdì (bambino di Genova)
VI. Gavin Friday (cantautore)
VII. Venerdì 13 (film)
VIII. Il Venerdì (supplemento, La Repubblica)
IX. Venerdì 17 (giorno temuto)
X. Quel Pazzo Venerdì (film idiota con Jamie Lee Curtis e Lindsay Lohan)

L’invidia del blog

delirio partorito da Ste B | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: no | Beer Song: "Human", The Killers

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foto bruttalinvidia.comQuanto tempo è che non scrivo su questo blog ubriaco!
Se non ricordo male, l’ultima volta ero intenta a far la lista della spesa per la grigliata di Ferragosto
Da quel giorno sono successe varie cose, la gran parte positive e soddisfacenti; per quelle meno belle sinceramente non voglio neppure stare a parlarne, anche perchè sono fermamente convinta siano fasi passeggere e superabili, oltre che non degne di grande importanza per via delle persone che le causano.

Quello che noto immediatamente è che questo blog sta prendendo una strana piega, sapevo che prima o poi saremmo arrivati a parlare di sesso, anzi troppo tempo è trascorso senza accenni espliciti.
Per fortuna che ci sono io, gentil donzella casta e pura, a risollevare il blog.. oddio, forse qualcosa s’era già risollevato dato il post precedente :D

Quello che invece noto in generale è che mi pare la blogosfera stia cambiando, o almeno quella parte che frequento io.
Arrivo da un periodo di molto lavoro su vari fronti e di molte cose urgenti da sistemare; vedi alla voce:
- pulizie straordinarie per il (quasi) termine dei lavori di ristrutturazione casa;
- sbattimenti per dare una mano ai familiari in un periodo un po’ in salita per qualcuno a casa;
- pendolarismo quotidiano e prime periodiche trasferte di lavoro (queste però fanno la mia gioia!).

Insomma, il tempo per stare al pc per scopi personali, intrattenitivi, personali è stato ed è ancora davvero poco.
Rientro online per il cazzeggio e mi accorgo che mezzo mondo s’è fatto il profilo su Facebook e spende gran parte del tempo lì, pur non avendo ancora capito bene come ricambiare frappuccini e caxxate varie con amici che abitano realmente a 100 metri da casa ma con i quali non ci si incontra/parla/esce dalla quinta elementare.. ma tanto c’è Facebook e quindi si è amici, no?! Anche se sabato sera ci si è visti di sfuggita e manco ci si è salutati.. ma siamo amici online, va tutto bene (preciso: io Facebook non ce l’ho e manco mi interessa avercelo).

Il delirio continua… →

Ninna nanna

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Musica, Video

Beer Word: chupito | Beer Song: "Smells Like Teen Spirit", Nirvana

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Avete presente quando d’improvviso riaffiorano alla mente cose oramai seppellite nell’inconscio da anni e anni e anni? Ecco: ieri sera, mentre tornavo a casa un po’ inebriato da quella serie infinita di bicchierini che ho ingurgitato, ho avuto un’illuminazione.

Ma che fine ha fatto Federico Salvatore?

La domanda principale in realtà dovrebbe essere “CHI E’ Federico Salvatore?”. Federico è un cantante-barra-compositore-barra-cabarettista napoletano, che a metà degli anni ‘90 ha avuto un improvviso successo riempiendo le radio e le televisioni con le sue divertentissime canzoni.
Purtroppo Federico è stata una specie di meteora. Dopo la botta di notorietà che l’ha colpito ha fatto una comparsata al Festival di Sanremo con una canzone seria e impegnata, Sulla Porta (la quale non ha ottenuto il riscontro che meritava), dopodichè è pian piano sparito dalle scene.

Internet ci toglie la bellezza di avere dei dubbi irrisolti. Anche questo sarebbe rientrato tra I Grandi Perché di B/D, ma una risposta alla mia domanda si può trovare con una semplicissima ricerca su Google. Il primo risultato che appare digitando “Federico Salvatore” sul motore di ricerca è un video della sua esibizione nell’ultimo programma di Gianfranco Funari. Quindi possiamo dire che Federico c’è ancora, anche se la televisione di oggi non può dare molto spazio a un personaggio come lui (e qui ci sarebbe da scrivere molto, ma tralasciamo).

Quando Federico salì alla ribalta avevo undici o dodici anni e i miei genitori mi comprarono due cassette delle sue. Ridevo come un matto quando le ascoltavo e le ho praticamente consumate. Col senno di poi mi è venuto da pensare che ero un ragazzino e allora ero talmente spensierato che ridevo per qualsiasi cosa.
Oggi però ho rivisto il video che c’è qui sotto e la reazione è la stessa di tredici anni fa: stavo morendo. Spero che apprezziate anche voi.

Il video è tratto dal Maurizio Costanzo Show (non vedendosi il trichecone non è chiaro). Notare le facce perplesse degli altri ospiti (Mietta esclusa) contrapposte a quelle del pubblico che si pisciava sotto dal ridere. Ah, i benpensanti.

Paura eh?

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: B/D News

Beer Word: apatia | Beer Song: "Death Will Never Conquer", Coldplay

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Vi eravate spaventati, ammettetelo. No? Non vi siete spaventati? Io sì, accidenti, me la son fatta addosso.

Probabilmente non sapete nemmeno di che sto parlando, altro che aver paura. Bè, da mezzogiorno circa fino ad ora Beer Delirium era sparito da queste frequenze. Provando ad accedere al mio URL apparivano finestre terrificanti, simili a queste:

Per una volta ho deciso di dare retta a quel migliaio di avvisi che appaiono sullo schermo quando accedo al pannello di controllo del blog e ho provato ad aggiornare Wordpress alla versione 2.6, con questi risultati. A questo punto, cosa fare se non farsi prendere dal panico più totale?

Dopo un centinaio di tentativi mi sono arreso all’evidenza di dover rinunciare alla nuova versione della mia piattaforma per rimettere quella vecchia. Aspetterò la 2.7, che promette veramente bene.

Ah, chiaramente tutto questo non avrebbe significato (e non significherà) il minimo cambiamento per i visitatori di Beer Delirium. Bello eh?

Vuog

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: lobotomia | Beer Song: "Don't Stop Me Now", Queen

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Talvolta mi chiedo se Beer Delirium è all’altezza degli altri blog che si vedono in giro per il web. Non è che ambisca a essere seguito quanto Beppe Grillo o affascinante come Macchianera, però se mi guardo intorno noto che la maggior parte dei blog là fuori hanno sempre qualcosa di interessante da dire, sempre un’opinione su qualcosa, che sia la notizia del giorno o l’ultimo disco di Ivano Fossati (un nome a caso). E sono opinioni, pareri e discorsi fatti bene, con cognizione di causa.

Mi accorgo di questo, ci penso su e mi chiedo:

E’ mai possibile che io invece non abbia un cazzo di interessante da dire?

…che poi sarebbe il motivo per cui si apre un blog: la voglia di urlare al mondo il proprio pensiero su di esso, piuttosto che scopiazzare le curiosità altrui e metterci sopra una battutina per personalizzare il tutto.

Sono decisamente vuoto, ecco. Non sono arguto, non sono sagace, non dico mai la cosa giusta al momento giusto. Non ho nemmeno grosse opinioni su ciò che mi circonda. Fondamentalmente me ne fotto di quello che si legge sui giornali. Me ne fotto di tutto, a dire la verità, e non so nemmeno se sbaglio a farlo; se dovessi preoccuparmi seriamente per ogni cosa che mi circonda non vivrei più. Quindi, cazzomène.

Dischi, libri, film… sì, certo, un’opinione su quelli ce l’ho. Ma non ho mai amato le recensioni stile tre-stelline-e-mezzo-su-cinque, stile “questo tentativo di pseudo-elettropop va a sconfinare nel terreno già calcato vent’anni fa dai Talking Heads, il che rende questo lavoro ammuffito e senza inventiva”.
Tanto per capirci, ad esempio io aborro la musica neo-melodica italiana. Però se passa in radio l’ultimo di Gigi D’Alessio non sto a disquisire per ore per cercare di convincere il mondo che di musica ne capisco e che quindi nessuno dovrebbe ascoltarlo. Semplicemente potrei limitarmi a dire che è una merda: non otterrei niente comunque, però non avrei sprecato il mio tempo e non avrei irritato a dismisura il lettore.

Il delirio continua… →