Un piccolo flashback: Portogallo, Euro 2004. La Nazionale italiana allenata da Giovanni Trapattoni è inserita in un girone non irresistibile con Danimarca, Svezia e Bulgaria. Nelle prime due partite sono arrivati due pareggi sofferti con gli scandinavi e nell’ultima decisiva partita contro la Bulgaria gli Azzurri devono semplicemente vincere in modo da passare ai quarti di finale, a una condizione: Danimarca e Svezia non devono pareggiare per 2 a 2, risultato che per una serie di combinazioni matematiche le qualificherebbe entrambe.
Gli italiani, inguaribili ottimisti: “Sì, è una cosa conveniente per tutte e due, ma stiamo parlando di popoli nordici e sportivi, non faranno mai una cosa simile!”. Da quel momento il concetto di biscotto è entrato nel linguaggio comune di tutti noi, sapete benissimo perché.
Quattro anni dopo: Svizzera e Austria, Euro 2008. L’Italia allenata da Roberto Donadoni e abbinata a Olanda, Francia e Romania si ritrova nella stessa identica situazione. L’Olanda, umiliando ieri sera la Francia e grazie al contemporaneo pareggio tra Italia e Romania, ha ottenuto la possibilità di qualificarsi ai quarti di finale di Euro 2008 come prima classificata del girone C. Nell’ultima giornata gli arancioni dovranno affrontare una Romania che con una vittoria metterebbe fuori gioco sia l’Italia che la Francia… e quale migliore occasione per gli olandesi per evitare le due finaliste di Germania 2006 in un’eventuale semifinale?
Insomma, dobbiamo appellarci ancora una volta alla proverbiale sportività di nazionali (e di conseguenza popoli) i cui comportamenti sono universalmente riconosciuti all’opposto della presunta furberia (difetto, da non confondersi con furbizia, pregio) di popoli mediterranei come l’Italia. Ma questa volta siamo un po’ meno ottimisti. Forza Olanda.







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