Eh sì, è proprio lui l’arma segreta di un Inter che vince il terzo derby consecutivo. Nelson Dida, il portiere del Milan campione del mondo che anche oggi ha deliziato i nostri occhi con un errore degno del titolo che la sua squadra detiene: una cagata mondiale.
Il Milan schiera la formazione tipo, con il centrocampo guidato da Pirla (secondo Fabio Caressa); l’Inter, sempre in emergenza a centrocampo, schiera in attacco Ibrahimovic, Cruz e il portiere brasiliano.
Tribuna occupata fino all’ultimo seggiolino con centinaia di simpaticoni vestiti da Babbo Natale, in occasione del compleanno di G.C. di martedì prossimo venturo.
Proprio per questo clima di gioia e di giubilo i giocatori nerazzurri aspettano i rossoneri all’uscita degli spogliatoi, apparentemente per pestarli a sangue, in realtà per una stretta di mano ai giocatori tornati trionfanti al ritorno da Plutone dopo la conquista del torneo intergalattico.
La partita scorre subito piacevole, con i nerazzurri che cercano di tenere alto il ritmo della partita e il Milan che per vedere la linea di metà campo deve rispolverare le foto di San Siro scattate dall’elicottero.
Dopo 18 minuti un cecchino appostato sulla copertura delle tribune spara a Filippo Inzaghi: è calcio di punizione. Andrea Pirla (sempre secondo Caressa) infila Julio Cesar con una parabola perfetta all’incrocio dei pali ed è 1-0 per il Milan; vantaggio seguito da una traversa di Luis Jimenez dopo una gioiosa tarantella organizzata dalla difesa milanista.
Il pareggio dell’Inter non si fa attendere, non appena Julio Cruz sceglie di segnare grazie a una caparbia azione in area rossonera. Determinante per il gol l’apporto della terza punta Dida, che decide di non coprire il proprio palo e lasciare passare il pallone.
Ma il vero capolavoro del brasiliano è il vantaggio dell’Inter nel secondo tempo: Esteban Cambiasso ruba palla a Serginho e lascia partire un peto flatulento verso la porta rossonera. Mia nipote avrebbe banalmente parato quella palla, ma lui è un’artista e si getta a terra con le braccia molli e lascia entrare la palla lenta e centrale. Straordinario.
A questo punto il Milan si ricorda di giocare un derby e inizia ad attaccare; Kakà impegna Julio Cesar con un tiro al volo da fuori area e l’idolo della Fossa Massimo Ambrosini ciabatta clamorosamente un pallone solo davanti al portiere dell’Inter, mettendosi il pareggio nel culo.
Negli ultimi 5 minuti Mancini ristabilisce la parità numerica inserendo il colpo di mercato messo a segno la scorsa estate da Galliani: David Suazo.
Il resto è storia: Inter campione d’inverno con due giornate d’anticipo e Milan sotto di 25 punti già a dicembre ma con tre partite da recuperare, perché mentre noi giocavamo in Italia loro facevano le fighette a Yokohama.



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