15
mar
08
Momentino tutto mio
delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari
Uh, su Rock Tv (canale 718 di Sky) hanno appena passato il nuovo video dei R.E.M., Supernatural Superserious, e io finalmente posso sentirla, in attesa del nuovo album. Fortunatamente è tornata un po’ di elettricità, dopo l’ambiente da musica da camera che si percepiva in Around the Sun. Speriamo che questa canzone non sia l’eccezione che conferma la regola.
Non è per questo che mi metto a scrivere, però (mentre un toro fa le labbrucce a Jack White nel video di Conquest dei White Stripes).
Oggi mi è tornata la voglia di andare in piscina, dopo mesi e mesi in cui se ho messo la testa sott’acqua era perché ne avevo messa troppa nella vasca da bagno.
Questo improvviso desiderio di nuotare non è fine a se stesso, sapete? Nonostante mi piaccia, non sono mai stato un grandissimo fan dell’attività fisica, da bravo pigrone insolente quale sono; talmente pigro che a un certo punto della mia vita mi sono reso conto di poter competere in una gara di circonferenza con un pallone aerostatico. Quando i bookmaker inglesi hanno messo la mia vittoria a 1,15 qualcosa si è risvegliato dentro me e – con un impeto a me sconosciuto fino a quel momento – sono andato da un dietologo. Pesavo centodieci chili.
Grazie a una dieta bilanciata ed a 80-120 vasche la settimana (il nuoto era l’unico sport – judo escluso – che potessi fare senza morire di dolore, causa unghia incarnita del primo dito del piede sinistro) sono arrivato a perdere diciotto chili nell’arco di sei mesi, terminati nel momento in cui quella puttana di unghia s’è fatta sentire per bene, costringendomi a un’operazione per rimuoverla.
Niente nuoto né altro finchè non fosse guarita la ferita, ma la prospettiva di mettermi un paio di scarpe e fare una partita a calcio o una corsa mi apriva nuovi scenari per perdere altro peso. Bella illusione: quando la maledetta è ricresciuta (nonostante le assicurazioni del macellaio) avevo già perso il ritmo in piscina da un pezzo e, assieme a quello, se n’è andata anche la voglia di stare a dieta.
Ora, dopo altri nove mesi, ho ripreso tre chili e ricomincio a sentirmi un trichecone schifoso. Da qui la decisione di riprendere a muovermi, perché se faccio come fino ad ora (“Ma sì, hai già perso tanto, tre chili cosa saranno mai?”) riprendo tutto quello che ho perso con interessi degni di Totò ‘u strozzino.
Con questa consapevolezza è partita una reazione a catena, che mi sta un po’ buttando giù e mi fa sentire inadeguato per certi aspetti della mia vita e per tutta una serie di motivi che non so se è il caso di elencare.
Morale della favola? Non lo so. Spero solamente che il me di luglio o agosto sia almeno dieci chili più felice e che, grazie a una cerettona di 600 metri quadri, per dicembre possa fare il calendario di Beer Delirium senza provocare attacchi di panico in chi lo vede. Il mio sogno è di essere come una qualsiasi Melita con la barba.
Nella foto, non è John Holmes, è Mark Spitz.







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A chi lo dici!
Come ben sai, la mia cyclette continua ad essere l’attrezzo su cui appendo borse, sciarpe, cappelli e roba del genere.
E i dvd di Jill Cooper stanno sempre lì a prender polvere; ma quella donna mi fa un pochetto paura quando fa allenamento: tira fuori una voce strana quando è sotto sforzo, mi aspetto che da un momento all’altro il suo dvd diventi un remake dell’Esorcista :-D
Vabbè, trovo ogni scusa per non alzare le chiappe..uffa!
Buona domenica a chi passerà di qui, ciao!
ero convinto che fosse Holmes…non mi spiegavo le medaglie.Grazie.
io aspetterei per la ceretta :D
Jill Cooper è seriamente malata di mente
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