…Ma quel treno continua a viaggiare

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari, Musica

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Johnny CashA volte la mente fa dei viaggi strani, pieni di curve, intricati, in salita e con la marmitta che tossisce. Per non parlare della mia mente che è talmente bacata da non trovare definizioni.

Bè, chissà perché, ma poco fa ho fatto uno di questi strani viaggi (non ho leccato nessun francobollo colorato, don’t worry). Ho fatto partire iTunes in modalità random, e la prima canzone che è uscita dalle casse è stata Folsom Prison Blues di Johnny Cash.

Cazzo, certo che a volte iTunes in psicologia può prendere Freud di tacco: in qualsiasi stato d’animo una persona si possa trovare, lui trova la canzone che esprime esattamente quel che questa persona ha dentro. Oddio, non è che io abbia sparato a nessuno, ma se vogliamo dire la verità Cash non è che sia mai stato uno che sprizzasse ottimismo da ogni parola dei suoi testi… E, sapete?, a dirla tutta in questi giorni nemmeno io sono raggiante come un mattino di primavera.

I hear that train a-commin’, it’s rollin’ around the bend
And I ain’t seen the sunshine since I don’t know when
I’m stuck in Folsom prison and time keeps draggin’ on
But that train keeps a-rollin’ on down to San Antone
When I was just a baby, my mama told me, son
Always be a good boy, don’t ever play with guns
But I shot a man in Reno, just to watch him die
When I hear that whistle blowin’, I hang my head and cry

I bet there’s rich folks eatin’ in a fancy dining car
They’re probably drinking coffee and smoking big cigars
But I know I had it coming, I know I can’t be free
But those people keep a-movin’ and that’s what tortures me

Well if that freed me from this prison
and that railroad train was mine
I bet I’d move it on a little farther down the line
Far from Folsom prison, that’s where I want to stay
And I’d let that lonesome whistle blow my blues away

Non ho sparato a nessuno, né a Reno, né a ToReno (mamma mia che cabarettista), ma è come se fossi in gabbia pure io. Una gabbia fatta di silenzio, di orgoglio-ma-quello-stupido, di tattiche da usare che nemmeno gli strateghi dei Marines o il Mago Herrera. E il treno là fuori che fischia, un treno che potrebbe accompagnarmi a tamponare le nostre ferite con un abbraccio, ma che invece si allontana e mi lascia qui ad abbracciare il cuscino.
Metafore e messaggi criptici; non aspettavate altro, vero?

Siccome la mente non si accontenta di fermarsi lì se ne va a una sera di un paio d’anni fa, quando Folsom Prison Blues sgorgò da un rullante, una chitarra, un contrabbasso e una voce: quelli degli Hormonauts, un gruppo fenomenale rimasto sempre (ingiustamente) nell’ombra.
E’ un peccato che io non sia in grado di trovare nessun video su TuTubi degli Hormonauts che suonano questa canzone, però se ancora non li conoscete mi fa piacere che li vediate/sentiate all’opera.

Controdeliri

  1. Situation | 2 apr 2008 @ 18:04

    Ci risiamo…

    Mi metto ad ascoltare l’ultimo dei R.E.M. e come si chiama la prima canzone? “Living Well is the Best Revenge”…. porca troia, sta cosa mi spaventa

    (Non sto a tediarvi sul perchè dell’assonanza titolo/stato d’animo, è meglio)

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