Io non voglio spoiler

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: spoiler | Beer Song: "Higher Ground", Stevie Wonder

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La parola spoiler ha un duplice significato: nel linguaggio comune lo spoiler è quell’alettone che i tamarri sono soliti piazzare sul retro delle loro macchine (vedi testimonianza fotografica sulla sinistra); in ambito internettiano è un termine che indica qualsiasi elemento che vada a svelare i punti salienti di un film (o di un telefilm, o di un libro, o di un concerto), rovinando la visione a chi non ha assistito a quel determinato spettacolo.

Al giorno d’oggi, infatti, il fantastico mondo di Internet è un po’ meno fantastico quando si tratta di guastare la sorpresa a chi vuole sapere cosa succederà solo nel momento in cui il tale spettacolo avrà luogo. Per questo bisogna ringraziare la mania della gente di volere, avere e sapere tutto prima degli altri, una mania che forse vent’anni fa non esisteva.

E così i film in uscita al cinema sono già disponibili alla bancarella di Mohamed in un comodo DVD salterino almeno due settimane prima, gli album delle migliori rock band del momento stanno già sugli iPod della gente ben prima della loro uscita e la trama delle più belle serie tv è snocciolata per filo e per segno su qualche sito web, giusto per evitare la seccatura di dover effettivamente guardare tutte le puntate, che poi diventa noioso.
Allo stesso modo oramai diventa quasi impossibile godersi un concerto del proprio gruppo preferito senza saperne nulla, perché qualsiasi fan-forum o social network è pieno zeppo di anticipazioni carpite alle prove generali, cosicché chi andrà al concerto saprà già quale sarà la prossima canzone o il prossimo gioco di luci o il prossimo cambio di scenografia della band.

Oltretutto gli amanti dello spoiler non si limitano a tenersi ciò che sanno per i cazzi loro, no! Devono riempire i luoghi che l’ignaro idiota anti-spoiler non può evitare di messaggi subliminali e anticipazioni, giusto per rovinargli la vita.

E io sto qui a chiedermi dov’è finita la poesia, dove sono gli occhi sbarrati e la bocca aperta al primo colpo di scena di una puntata di Heroes, cosa è rimasto del rito di comprare un disco che aspetti da anni e metterlo nel lettore (mmm, ho un dejà vu), dove sono le urla di gioia quando scopri che a un concerto degli U2 hanno appena attaccato a suonare la tua canzone preferita, quella che non t’aspettavi per niente al mondo…

Che gusto c’è a sapere tutto prima?

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