I’ll never dance with another…

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: BDtv, Musica

Beer Word: scimmia | Beer Song: "I Saw Her Standing There", The Beatles

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Puro delirio ieri sera alla cinquantunesima edizione dei Grammy Awards. Non mi riferisco agli U2, che hanno presentato per la prima volta dal vivo la loro Get On Your Boots; nemmeno a Chris Martin, che ha un pochino violentato Viva la Vida cantandola col fiatone derivato dalle sue simil-crisi epilettiche (ma ti voglio tanto bene lo stesso, Cristià); neanche ai Radiohead, che poco sopporto in generale e ancora meno dopo aver visto Thom Yorke con un gatto morto in testa; men che meno alle strane coppie Justin Timberlake/Al Green, Coldplay/Jay-Z e Jonas Brothers/Stevie Wonder, dimostrazione di come sembra che per questi eventi si mettano tanti nomi in un pallottoliere e li si sorteggi come per gli ottavi di Champions.

Mi riferisco all’abbinamento meglio riuscito di questa serata: quello di Paul McCartney e Dave Grohl. Due artisti che apparentemente hanno a che fare l’uno con l’altro come Silvio Berlusconi e l’intelligenza, ma che (essendo due geni assoluti della musica) messi sullo stesso palco riescono a tirare fuori qualcosa di memorabile. Ladies and gentlemen, Beatles’ first single: I Saw Her Standing There.

Ma che bello è vedere quell’omino là dietro che dimena la testa capelluta come un metallaro a un concerto degli Iron Maiden, quando gli stessi Beatles una quarantacinquina di anni fa suonavano questa canzone con un look e un sorriso da bravi generi?

Un po’ di cronaca: con buona pace di Joe Satriani i Coldplay hanno vinto tre Grammy, un Robert Plant impagliato ne ha vinti cinque per un duetto con una tizia di cui non ho mai sentito parlare, i Blink 182 si sono brevemente riuniti per consegnare un premio (e non si vedeva per niente che gli han dato qualche dollaruccio per presentarsi sul palco tutti e tre assieme) e Rihanna sembrerebbe aver ricevuto le mazzate che milioni di amanti della buona musica le hanno augurato da quando è apparsa sulle scene mondiali (poveretta).

Appuntamento al prossimo anno, quando sentiremo pronunciare “And the Grammy goes to… U2!” quelle cinquanta-sessanta volte.

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