I tir paralizzano l’Italia

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Attualità

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foto SavonaNewsQuesta settimana l’Italia si è svegliata con l’ennesimo problema da risolvere: numerose associazioni di autotrasportatori (Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap L, Sna Casartigiani, Fiap M e Unitai) hanno infatti decretato uno sciopero a livello nazionale che, oltre ad aver bloccato qualsiasi tipo di attività, ha creato molti disagi ai cittadini poiché (per quanto ne so) i conducenti dei tir hanno simpaticamente deciso di occupare la sede stradale di vari nodi autostradali e tangenziali italiane con presidi e veri e propri posti di blocco.

Devo dire che questo sciopero ha indirettamente coinvolto anche me, che occupo la scomoda sedia di addetto alla logistica in una modesta azienda produttrice di acqua minerale. Oggi qui a lavoro lo scenario è apocalittico: sembra di essere appena scampati a un olocausto nucleare, tanta è la desolazione che c’è; anziché il solito rombo di decine di motori di cilindrata 6.000.000, quasi si può sentire una farfalla sbattere le ali dall’altra parte del piazzale di carico.

Il “me” addetto ai lavori (lo stesso che in questo momento sta usando il pc dell’ufficio per scrivere sul blog) è un po’ preoccupato per i risvolti che questo sciopero può causare; sì, oggi e domani e dopodomani sarò rilassatissimo e potrei passare le mie giornate combattendo Windows in appassionanti sfide a Spider, ma non appena lo sciopero finirà sarò alle prese con le decine di clienti che ci aspettano a braccia aperte con la loro merce e dovrò riprogrammare le consegne in modo da accontentare tutti.

Il “me” consumatore invece non può che appoggiare la protesta degli autotrasportatori. Si sa che oramai c’è crisi, e i prezzi della benzina aumentano a dismisura sia in periodi di vacche magre che in momenti di bovini opulenti. A un certo punto la situazione si fa insostenibile e quando il Governo promette e non mantiene (strano eh?) alla fine qualcuno sbotta. Se aggiungiamo agli “incazzati” quelli che provano a malincuore a portare avanti la baracca ma hanno paura di ritorsioni si arriva alla paralisi totale dei trasporti italiani.

C’è da dire che questa categoria non si ferma da almeno 7 anni (l’ultimo sciopero nazionale risale all’anno 2000), nonostante le varie minacce di stop nel corso degli ultimi mesi. E ora, alle porte del Natale, l’azienda Italia è in ginocchio. Nel giro di una settimana (lo sciopero, se il programma si mantiene quello originario, durerà fino a venerdì 14 dicembre) i supermercati si svuoteranno, le industrie saranno colme di prodotto finito e senza materia prima e le aziende agricole vedranno andare a male tonnellate di frutta e verdura, per un danno di milioni di euro.

Speriamo che lo sciopero si risolva velocemente, che le richieste dei trasportatori vengano esaudite e che non succedano incidenti (oramai possiamo aspettarci di tutto), in modo che si ritorni presto alla normalità

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