Stasera sono in fissa e so già che questa cosa perdurerà a dir poco fino a settimana prossima.
Ebbene sì, quando una canzone mi entra in testa posso andare avanti per giorni e giorni a canticchiarla senza sosta, senza ritegno, senza limiti di decenza.
Oggi tocca ai Luciferme, un gruppo che reputo meraviglioso ma che da un po’ di anni ha deciso di proseguire sulla strada della musica senza vincoli troppo stretti imposti da etichette, da promozioni e da annessi e connessi.
Complice Ale che ha iniziato a parlarmene nuovamente su MSN – ormai più di due anni fa scoprimmo questa predilezione comune per la band fiorentina – ho iniziato a riascoltare e, senza accorgermene, a cantare “Il Soffio”.
Che brividi…e che ricordi! M’è venuto in mente un pomeriggio primaverile passato sulla spiaggia di Torvajanica (vabbè, non saranno i Caraibi, ma ci sono tante altre cose che fanno l’atmosfera, no?) con un amico da poco conosciuto, con il quale parlavo tanto di musica, nel senso che ero convintissima di poterlo istruire al verbo uduico, nonchè al rock in generale. Ricordo perfettamente che avevo con me un lettore cd portatile con tanto di super cuffie che ormai sembrano reperti archeologici.
Ho inserito l’album Cosmoradio e ho iniziato a parlargli dei Luciferme, decantandone le qualità, la bravura, il talento; parole al vento, a dir la verità, perchè il ragazzo non ha mai dimostrato particolare buongusto musicale: neppure riesco a scrivere il nome di quello che sarebbe diventato il suo cantante preferito di lì a poco (indizio: melodico napoletano con fidanzata giovane con tette gonfiate).
Quando si dice “perle ai porci”… i Luciferme mi mancano e spero di cuore di poterli ascoltare live visto che l’ultima volta che sono passati da queste parti me li sono persi, mannaggia a me!







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