Finalmente un momento di pace (relativa)

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: | Beer Song:

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In caso di stress…E’ da tanto tempo che non passo almeno due giorni lontano da quell’ufficio maledetto. Dall’ultima settimana di giugno, cioè da quando ha iniziato a fare caldo seriamente, è come se vivessi lì dentro: mi sveglio al mattino, mi faccio una doccia e vado in ufficio; impazzisco per quattro ore, mangio un panino senza masticarlo, mi esaurisco per altre cinque o sei ore per poi passare a istinti cannibali/omicidi misti a spossatezza fisica e mentale per le restanti due ore; poi a casa verso le nove di sera, mangio un frullato di pranzo e cena mischiato assieme e mi addormento davanti alla tv come il peggiore degli ottantenni.

Vita sociale pari a zero. Non posso nemmeno definirmi un’ameba… almeno loro un po’ di vita al sabato sera ce l’hanno. Oramai non faccio altro che maledire l’estate e il fatto che il corpo umano è fatto al 70% di acqua, esclusivamente dalla mia camera da letto. Ma c’è chi va a lavorare in miniera, per cui non dovrei lamentarmi, secondo qualcuno.

Questo sabato fortunatamente non è stato necessario lavorare. Anche se via telefono mi è stato detto che mancava la quantità di pedane necessarie per poter effettuare la produzione bla bla bla bla… “…bla bla bla. Ne riparliamo lunedì”. E riparliamone lunedì, è sabato mattina e voglio oziare. Grazie.

Però, nonostante tutto, questo ritmo di vita ha qualcosa di positivo: non mi lascia nemmeno un attimo per pensare. Di giorno sono troppo concentrato su quello che devo fare, di sera sono troppo stanco per formulare una qualsiasi riflessione. Non appena mi fermo un attimo però… sono cazzi miei. Una canzone di una ventottina di anni fa diceva “When he stops to think he starts to cry”. Eccomi qua, lacrime a parte (quelle non escono, sarà disidratazione).
Più che altro penso a quello che avrebbe dovuto essere e invece non è. Ad esempio, ora avrei dovuto essere in macchina in direzione Ferrara per vedere i Franz Ferdinand in concerto in compagnia. Invece sono a casa in ciabatte a scrivere qui, in attesa di andare per negozi a cercare una camicia e una cravatta per un matrimonio a cui non vorrei essere presente domani.

Voglio le vacanze, voglio la PS3, vorrei che non mi girassero le palle così tanto, voglio l’autunno, voglio considerazione, voglio più rispetto, voglio avere più tempo e più voglia di fare certe cose, vorrei essere più furbo, vorrei essere meno insicuro, vorrei essere più bello, vorrei essere migliore, vorrei sentirmi meno solo.

Controdeliri

  1. Ste B | 18 lug 2008 @ 16:06

    Volevi una cugina-amica brava, buona, che ti sopporta e bella… e l’hai avuta! :-D

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