Sta per finire la settimana che l’Italia dedica ogni anno a discutere cantanti, canzoni e problematiche sollevate sul palco del Teatro Ariston di Sanremo; la settimana del Festival.
Come in ogni edizione ci sono canzoni che fanno parlare di sé ancor prima di essere cantate. Nel recente passato c’è chi ha deciso di scostarsi leggermente dai soliti temi triti e ritriti (cuore/amore, padri/figli, ecc.) e ha affrontato argomenti seri quali la mafia, la discriminazione razziale, la violenza e la società italiana.
Quest’anno il brano incriminato è quello di Povia, intitolato Luca era gay. La pietra dello scandalo non è tanto l’aver messo in rima l’omosessualità (era già successo parecchi anni fa con Federico Salvatore, per esempio), ma il punto di vista dell’autore che racconta la storia, non si sa quanto vera o inventata, di un ragazzo che è passato dall’essere gay allo sposarsi ed avere figli.
Luca era gay, ma adesso sta con lei. Luca parla con il cuore in mano. Luca dice: “Sono un altro uomo”
Questo ritornello fa quasi trasparire un senso di serenità ritrovata, di pericolo scampato. Anche le strofe e l’arrangiamento del pezzo rendono la stessa idea. Luca ha avuto due genitori all’opposto: un padre assente e una madre iper-apprensiva, è diventato omosessuale e ha vissuto una storia complicata e fatta di tradimenti con un uomo, per poi conoscere una donna straordinaria con la quale si è sposato ed ha avuto dei figli.
“Questa è solo una storia, nessuna malattia e nessuna guarigione” ripete Povia nella canzone e fuori dal palco, ma questo quadro ha l’aria di essere molto più grande di una semplice storia.
Ed è un peccato che una canzone molto bella sia musicalmente che sotto l’aspetto della stesura del testo sia stata “rovinata” da pregiudizi idioti, da un messaggio che traspare chiaro come il sole nonostante l’autore con le sue dichiarazioni cerchi di nasconderlo e di mascherarlo con slogan e falsa modestia.
Detto questo, non posso che chiudere con il genio assoluto della musica italiana, l’unico che abbia mai meritato di vincere il Festival di Sanremo negli ultimi sessanta anni e che è in grado di tirare fuori sempre il meglio dalle canzoni partecipanti alla gara.







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