Due settimane all’alba

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: psicosomatico | Beer Song: "Toxicity", System of a Down

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Non so se è più snervante la mia attesa o se lo sono di più i miei deliri per chi li legge. Però ho un bisogno smodato di scrivere qui, probabilmente non riesco a esprimermi in altro modo.

Tre mesi e mezzo di attesa per otto giorni di vacanza, la proporzione è impietosa. Lo è perché quegli otto giorni voleranno in un secondo e dopo ricomincerà tutto come prima: il lavoro, le ansie, il mal di testa e di stomaco che non mi abbandona da mesi e la ricerca di un briciolo di serenità che sembra svanito per sempre perché quel pensiero non se ne va nemmeno se ficco la testa in una bacinella di soda caustica.
Riuscirò a pensare solo a quello che sto facendo e a dove sono e a con chi sono? O esiste anche la possibilità che quegli stessi otto giorni mi portino ancora più pensieri et paturnie? Perché sono abile a rovinare anche i momenti migliori, io. Ed è meglio che lasci perdere il “come”.

Nel frattempo accadono cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio: perché una perfetta sconosciuta richiede la mia “amicizia” su Last.fm? Non lo so, ma non mi dispiace, accetto e mi adeguo, richiedendola a mia volta ad altre due perfette sconosciute. Che accettano. Perché? Non lo so, ma non mi dispiace. Anche se nessuno di noi s’è azzardato a scrivere una carattere sulla bacheca dell’altro, fosse anche solo uno §, che nessuno sa che accidenti significhi però sta su tutte le tastiere dell’emisfero settentrionale. Perché? Non lo so, ma non mi dispiace.

Un altro esempio. Non posso definirmi un webmaster, però B/D dimostra che nel raggio di abilità che spazia tra una capra e un webmaster tendo ad avvicinarmi di più al secondo (se si parlasse di un cinghiale il discorso sarebbe diverso). In quanto più-webmaster-che-capra, in passato mi sono stati affidati due siti: il primo per un gruppo rock n’roll… che si è sciolto; il secondo per uno studio fotografico. Ma se si va a visitare il sito appare questo, perché qualcuno si è dimenticato di rinnovare il dominio. Incoraggiante.

Vabbè, prima che sia troppo tardi è meglio concludere qui questo delirio, che sicuramente non aggiunge niente al bagaglio culturale del mondo circostante.

Scrivi ciò che vuoi (nei limiti della decenza)

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