Concerti di una certa importanza

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Musica

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Spiando nel blog della mia amica gggenia Erika ho notato una cosa abbastanza inconsueta che mi è piaciuta subito: la suddetta ha inserito nella side-bar un elenco dei concerti ai quali ha assistito nel corso della sua breve ma intensa vita (lei ha inserito solo concerti dei Muse giusto perché è un pizzichino malata di mente).
Io ho subito pensato: “Fico! Perché non appropriarmi indebitamente di questa idea?” e l’ho fatto, come potete vedere nella striscia nera sulla destra, giù giù giù in basso poco dopo il widgettino di Last.fm.

Ovviamente io non mi sono limitato ai Muse (non potevo, perché non sarebbe stata una gran lista) ma ho ampliato la mia lista a tutti i concerti di una certa importanza ai quali sono stato – con l’espressione una certa importanza si intende escludere qualsiasi coverband, mini-gruppetto semisconosciuto ai più e… uhm, i Pooh (ora qualcuno si incazzerà… hahaha).

Cercando di compilare questa lista ho fatto mente locale e sono andato a cercare tutti i biglietti che ho conservato negli ultimi sette-otto anni. Questo inevitabilmente mi ha portato a ricordare le mie esperienze musicali con nostalgia e ho fatto una specie di tuffo nel passato.

Il primo concerto a cui sono stato era un concerto di Ligabue al PalaStampa di Torino. Se non ricordo male avevo 17 anni, e un amico mi convinse a seguirlo assieme a delle altre persone per andarlo a vedere. Di quella serata non ricordo molto, giusto di aver rischiato un frontale in macchina grazie alla manovra impeccabile del ragazzo che ci ha accompagnato, di alcuni cagacazzo seduti dietro di me che mi hanno chiesto di sedermi dicendomi qualcosa come “Ma le canti proprio tutte eh?” e del fatto che al giorno d’oggi non andrei a vedere Ligabue nemmeno con una pistola puntata alla testa.

Anche i ricordi del secondo concerto non sono esaltanti; andai a vedere Elio e le Storie Tese a Carmagnola, in occasione della famosa Sagra del Peperone, evento che non ha mancato di ispirare Elio più volte. Eravamo una decina, dei quali uno interessato al concerto (io); in quattro ci piazzammo in una posizione abbastanza favorevole, ma quando il gruppo partì con Shpalman il pogo selvaggio ci costrinse a indietreggiare e a raggiungere gli altri. Qualche canzone dopo, i restanti nove iniziarono ad annoiarsi e la democrazia della kumpa decise che era ora di lasciare il concerto in favore di un altrettanto imperdibile gelato. A distanza di cinque anni vorrei dedicare loro un sentito vaffanculo.

Da lì in poi fortunatamente è andata meglio. Il primo concerto che mi sono veramente stragoduto è quello dei Green Day al Forum di Assago a inizio 2005; un Billie Joe in strepitosa forma e un concerto coinvolgente come pochi, tanto che ho voluto rivederli sei mesi dopo, all’Heineken Jammin’ Festival di Imola, assieme ai R.E.M. (fenomenali, ma me li sono goduti a debita distanza dopo il macello a cui sono stato sottoposto durante i Green Day) e alla bella scoperta dei Garbage.

Finalmente, nel luglio di quello stesso anno, era la volta della mia malattia personale: gli U2. Rosicavo talmente tanto per essermi perso il concerto di Torino del 2001 che questa volta decisi di non lasciarmeli sfuggire nemmeno per un minuto di quelli che hanno passato in Italia. Così andai a vedere tutti e tre i concerti italiani del Vertigo Tour, due volte a Milano e una a Roma.
Il primo di questi fu una delle esperienze più belle della mia vita. Quasi un giorno di attesa fuori dai cancelli di San Siro, assieme a ragazzi conosciuti in passato e a persone di tutta Italia ed Europa (ricordo con particolare affetto un tedescone 50enne che ha passato almeno due giorni accampato sull’asfalto per poi arrendersi a due ore dall’apertura dei cancelli con queste parole: “Sono stanco, me ne vado”); una corsa in macchina fino alla pizzeria da asporto Ali Babà per portare ai superstiti la cena la sera prima del concerto; la solidarietà degli addetti alla sicurezza che mi passavano l’acqua in barba agli sciacalli che la mettevano a 3 euro la bottiglietta; le conseguenti ore di pipì trattenuta e svuotata a casa di un amico che gentilmente m’ha dato una mano. E poi il concerto, una cosa così grandiosa non l’avevo mai vista in vita mia: quello schermo enorme, la coreografia della tribuna, quel mare fatto di 80.000 teste che urlavano e cantavano tutte assieme, la parte cantata in italiano da Bono durante Miss Sarajevo, gli archi di Original of the Species… credo anche di aver urlato ad Adam Clayton di amarlo.
Il secondo giorno ho visto il tutto da un’altra prospettiva, quella della curva. Non così esaltante, ma ero ancora stracotto e con un alluce distrutto dal primo salto che ho fatto la sera prima, quindi andava bene così.
E poi ho lasciato Milano per Roma, per la terza data. Non l’avessi mai fatto. Non ho fatto altro che prendere un caldo allucinante, stare per ore schiacciato ad altre persone grazie a fenomeni che hanno fatto compattare la coda quando avrebbero tutti potuto stare larghi e seduti e vedere il concerto dietro a due (non uno… due!) ragazzi alti due metri l’uno. Ah, dimenticavo: non è che gli U2 abbiano cambiato scaletta; ho visto tre concerti assolutamente identici.

Ok, non racconterò tutti i concerti in dettaglio. Ci sono stati i Coldplay (fantastici), gli Hormonauts (che passano spesso di qua, quindi penso andrò a rivederli altre volte) e Roy Paci all’Hiroshima, i Franz Ferdinand, i Killers in quel buco di culo chiamato Rolling Stone (ancora grazie a quegli idioti che spingevano e che mi hanno rovinato la serata), i Red Hot Chili Peppers (mezza delusione non proprio, ma erano veramente scazzati), i Muse (tanto tanto casino a causa dell’acustica non proprio perfetta, ma gran concerto) e infine i Police (giornata speciale sotto tutti i punti di vista).

Purtroppo causa lavoro ho mancato (e mancherò) molte occasioni per vedere certi gruppi e per rivederne altri, ma quest’estate mi rifarò con gli interessi; vedrò il mio primo concerto all’estero, abbinato a una vacanza in una delle città più affascinanti del pianeta. Vedete il box a lato per maggiori informazioni

Controdeliri

  1. Ste B | 4 mag 2008 @ 10:52

    “…pipì trattenuta e svuotata a casa di un amico che gentilmente m’ha dato una mano”
    In che senso?! :-O
    Non vedo i concerti della Spice che ti sei fatto in transenna lanciando mutande e pedalini con all’interno biglietti d’amore. Forza, fai outing!
    E i miei concerti dove li mettiamo, eh?
    (temo risposta non proprio da educanda, ahahaha)
    Buona domenica!

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