18
gen
08
C’è una minchiata nell’aria
delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Tecchinologgia

Parliamo di informatica, più precisamente del mondo Apple, un mondo in cui io stesso sono entrato da qualche tempo e nel quale sguazzo con immenso piacere. Apple fa delle cose straordinarie, sì, ma spesso anche delle cose inspiegabili. Vi spiego perché.
Nel corso del MacWorld Expo 2008 tenutosi qualche giorno fa a San Francisco il grande capo Apple Steve Jobs ha presentato (tra le altre cose) il nuovo portatile della casa di Cupertino: il MacBook Air. Questo gioiello della tecnologia, introdotto dallo slogan “C’è qualcosa nell’aria”, è il portatile più sottile al mondo, non superando i 2 cm di spessore, e a livello di prestazioni sembra essere particolarmente performante, con il suo processore Intel Core 2 Duo da 1.6 GhZ e i suoi 2 Gb di RAM. Il sistema operativo Mac OSX 10.5 (più comunemente chiamato “Leopard”) garantisce un’esperienza di lavoro semplice ed efficace.
Tutto fantastico, sì. Ma ci sono delle cose che lasciano sbigottiti, al di là del prezzo come sempre spropositato (1.699 € per la versione da 1.6 GhZ e 2.868 € per quella da 1.8 GhZ): per esempio, la batteria del portatile è integrata. Cosa significa questo? Che per sostituirla bisognerà spendere almeno 90 €, per non parlare del fatto che non sarà possibile portare con sè una batteria di ricambio in caso quella montata si scarichi e non si possa ricaricare nell’immediato.
La seconda chicca è rappresentata dal fatto che, per privilegiare la tecnologia wireless, si sono ridotte al minimo le possibilità di collegare qualsiasi tipo di cavo al notebook. Il MacBook Air ha infatti solamente quattro ingressi: una porta USB, un jack e un ingresso Micro-DVI, oltre al connettore per la ricarica della batteria. Anche qui sorgono dei dubbi, ma il capolavoro deve ancora arrivare.
Potrete girarvi tra le mani questo portatile all’infinito ma non troverete un’unità ottica. Sì, avete capito bene: non c’è la fessura per mettere i CD. Da nessuna parte. Abbiamo da poco superato la dolorosa perdita del floppy disk, una pietra miliare della storia dell’informatica, e ora questo. Ma non sarà un po’ prestino? Il sito della Apple recita testuali parole:
“MacBook Air è così snello perché ha detto addio al superfluo: l’unità ottica. È nato per il mondo wireless, dove al posto di ascoltare un CD potete scaricare musica senza cavi da iTunes Store. E dove il backup non avviene su pile di dischi, ma “via etere” con il nuovo Time Capsule di Apple.”
Domanda: visto questo principio fantascientifico, perché accidenti includere nella confezione il DVD di installazione? Potevano inserirlo “via etere” no? Come risposta arriva la nota esplicativa della casa produttrice:
“E se voleste installare software da un CD o un DVD? Niente paura. Una nuova funzionalità chiamata Remote Disc vi permette di prendere in “prestito wireless” l’unità di un Mac o un PC nei paraggi. Così avrete pieno accesso a un’unità ottica, ma senza doverla portare con voi.”
Strepitoso. Se voglio installare del software per il mio notebook ho due scelte: o scaricare il tutto in barba al copyright o andare a rompere i coglioni al vicino di casa per farmi installare il CD tramite il suo computer. Cari amici della Apple, va benissimo che voi manteniate il vostro ruolo di pionieri dell’informatica…ma non vi sembra di aver fatto una minchiata spaziale?


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