A volte anche il giusto è sbagliato

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Mostre fotografiche, Musica

Beer Word: brivido | Beer Song: "Lovers in Japan", Coldplay

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E due. Se quando ho preso i biglietti per questi ultimi due concerti mi avessero detto che entrambi sarebbero stati qualcosa di memorabile, probabilmente non ci avrei creduto fino in fondo. Invece ho vissuto due serate indimenticabili.

Può darsi che stia esagerando, ma per me i concerti significano molto. Ascoltando musica tutto il giorno (spesso nella mia testa) diventa importantissimo vedere a pochi metri da me quella musica diventare vera, concreta, visibile. Quando poi c’è un contorno fantastico come quello del PalaMalaguti di ieri sera (così come quello dei R.E.M. di cui ho parlato l’altro ieri)… allora è tutto lì, non esiste altro. Quantomeno momentaneamente.

“Sometimes even the right is wrong” è un verso di Lovers In Japan, traccia numero 5 dell’ultimo album dei Coldplay (ah, non l’ho detto: c’erano loro ieri sera al PalaMalaguti di Bologna); ho disseminato questa frase in tutto il web: su questo blog e nelle firme di ogni forum, social network o porcheria alla quale sono iscritto.

“A volte anche il giusto è sbagliato” è più o meno il riassunto della mia vita, poche parole nelle quali mi sono specchiato non appena le ho sentite in quella canzone meravigliosa.

Quando sono uscite dalla bocca di Chris Martin ho semplicemente chiuso gli occhi e l’ho ripetuto, mentre migliaia di farfalle di carta velina colorata piovevano addosso al pubblico e sulla finestra chiusa delle mie palpebre continuavano a scorrere le stesse immagini che si susseguono ormai da mesi senza pace.

Oggi mi sento più sentimentale che tecnico. Potrei raccontarvi della scaletta praticamente perfetta, del pubblico che sovrastava la voce di Chris nella maggior parte delle canzoni, dei cori incessanti, della sorpresa di vedere sbucare il gruppo in ogni parte del palazzetto per suonare una canzone o l’altra… potrei dire tante cose, ma quella frase è sufficiente. Quella frase è tutto.

Però le foto che ho fatto ve le faccio vedere, anche se ieri sera il dio della fotografia non ha vegliato su di me.

Controdeliri

  1. laura | 30 set 2008 @ 14:59

    quindi questo sarebbe il concerto a cui ero stata invitata e che non ho visto…….

  2. Andrè Nakamura | 30 set 2008 @ 20:42

    Ti sbagli.

    E’ il concerto a cui sei stata invitata e che hai completamente snobbato :D

  3. Ste B | 1 ott 2008 @ 11:00

    Sniff sniff
    tra ieri ed oggi mi hai fatto in parte vivere almeno un po’ dell’atmosfera del Palamalaguti.
    Prima la tua recensione più “tecnica”, ora questa sentimentalona… ma bravo!
    Sul concerto, non aggiungerei altro; sull’immagine di te che ripeti ad occhi chiusi quel verso: molto poetico, davvero.
    Sai però come la penso: è ora di aprirli gli occhi, di riempirli di colori nuovi.
    (adesso picchiami! :D)
    Ti voglio bene!

  4. laura | 7 ott 2008 @ 20:08

    Non ho il piacere di conoscere la signorina qui sopra (a proposito, ciao!!!)….ma posso dire che la penso allo stesso modo????? Mmmmm…e io sono un tantino troppo lontana per essere picchiata…..

  5. Andrè Nakamura | 8 ott 2008 @ 20:08

    Cos’è? Ti vendichi di Facebook? :D

  6. laura | 9 ott 2008 @ 19:19

    sì sì! mi piace troppo riempire qualunque luogo di conversazioni!!!! è più forte di me….sei arrabbiato?? :-P

  7. Andrè Nakamura | 10 ott 2008 @ 18:57

    arrabbiatissimo ;P

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