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delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Mostre fotografiche

Beer Word: articolo | Beer Song: "Magnificent", U2

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…Way up high,
There’s a land that I heard of
Once in a lullaby…

Michael Jackson, un morto già morto

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Musica

Beer Word: Monica | Beer Song: "Just Can't Get Enough", Depeche Mode

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Il video di 'Smooth Criminal'Michael Jackson è morto. Lo sapevate già? Bè, non mi stupisco, visto che da giovedì, giorno della sua scomparsa, da RaiUno a TeleMolise non si parla d’altro. E anch’io, che dovrei vantarmi di non essere minimamente interessato all’argomento, ci casco e dico la mia.

Sicuramente la morte di Jackson è un evento planetario; qualcuno l’ha accostata addirittura alla morte di Elvis Presley, il cosiddetto “Re del Pop” come l’indiscusso “Re del Rock”, scomparso più di trent’anni fa. Avendone solo venticinque non ho vissuto la morte di Elvis in prima persona e da rockettaro quale sono mi verrebbe da storcere il naso per un paragone del genere. Ripensandoci però non è un confronto del tutto sbagliato.

Jackson, come Elvis, è stato un personaggio controverso; come lui è diventato una leggenda nel suo genere e ha lasciato il mondo a bocca aperta per il suo modo di muoversi – Elvis con il suo movimento pelvico, Jackson con il suo moonwalk. Come lui ha lasciato mezzo mondo in lacrime per la sua morte, lasciando che l’altra metà iniziasse a dubitare della sua effettiva morte, sospettando una seconda vita alle Isole Cayman.

Non ho mai ammirato Michael Jackson, perché le prime immagini che ho avuto di lui sono state quelle di un uomo che stava iniziando la sua parabola discendente, non tanto dal punto di vista musicale, quanto da quello umano. Un uomo che cominciava a rovinarsi partendo dal colore della sua pelle fino a ridursi come un mostro a causa degli innumerevoli interventi di chirurgia estetica ai quali si è sottoposto.
Ammetto che la sua immagine ha creato in me dei pregiudizi che mi hanno impedito di conoscere bene e apprezzare la sua musica, ma è anche vero che non è il mio genere, nonostante in questi giorni di maratone jacksoniane in tv e alla radio mi son ritrovato ad ascoltare volentieri i suoi pezzi e a guardare con piacere i suoi video (Smooth Criminal, Thriller, Beat It, Bad… ).

Ciò che mi dà fastidio, come per ogni “grande” morte, è che improvvisamente tutti si sono ricordati di lui, tutti sono diventati suoi fan e conoscono tutte le sue canzoni e i suoi testi, quando la verità è che da dieci anni buoni non se lo caga più nessuno, perché quello che tutti sanno veramente di Michael Jackson è che è diventato una barzelletta e che ormai era già morto da un pezzo, avendo distrutto un talento e una carriera enormi e finendo i suoi giorni in uno stato fisico pietoso, sommerso dai debiti e drogato marcio.

Quindici anni dopo la morte di Kurt Cobain, un’altra star della musica è morta creando un mito. Un ottimo artista, uno straordinario personaggio, un povero demente.

Io non voglio spoiler

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: spoiler | Beer Song: "Higher Ground", Stevie Wonder

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La parola spoiler ha un duplice significato: nel linguaggio comune lo spoiler è quell’alettone che i tamarri sono soliti piazzare sul retro delle loro macchine (vedi testimonianza fotografica sulla sinistra); in ambito internettiano è un termine che indica qualsiasi elemento che vada a svelare i punti salienti di un film (o di un telefilm, o di un libro, o di un concerto), rovinando la visione a chi non ha assistito a quel determinato spettacolo.

Al giorno d’oggi, infatti, il fantastico mondo di Internet è un po’ meno fantastico quando si tratta di guastare la sorpresa a chi vuole sapere cosa succederà solo nel momento in cui il tale spettacolo avrà luogo. Per questo bisogna ringraziare la mania della gente di volere, avere e sapere tutto prima degli altri, una mania che forse vent’anni fa non esisteva.

E così i film in uscita al cinema sono già disponibili alla bancarella di Mohamed in un comodo DVD salterino almeno due settimane prima, gli album delle migliori rock band del momento stanno già sugli iPod della gente ben prima della loro uscita e la trama delle più belle serie tv è snocciolata per filo e per segno su qualche sito web, giusto per evitare la seccatura di dover effettivamente guardare tutte le puntate, che poi diventa noioso.
Allo stesso modo oramai diventa quasi impossibile godersi un concerto del proprio gruppo preferito senza saperne nulla, perché qualsiasi fan-forum o social network è pieno zeppo di anticipazioni carpite alle prove generali, cosicché chi andrà al concerto saprà già quale sarà la prossima canzone o il prossimo gioco di luci o il prossimo cambio di scenografia della band.

Oltretutto gli amanti dello spoiler non si limitano a tenersi ciò che sanno per i cazzi loro, no! Devono riempire i luoghi che l’ignaro idiota anti-spoiler non può evitare di messaggi subliminali e anticipazioni, giusto per rovinargli la vita.

E io sto qui a chiedermi dov’è finita la poesia, dove sono gli occhi sbarrati e la bocca aperta al primo colpo di scena di una puntata di Heroes, cosa è rimasto del rito di comprare un disco che aspetti da anni e metterlo nel lettore (mmm, ho un dejà vu), dove sono le urla di gioia quando scopri che a un concerto degli U2 hanno appena attaccato a suonare la tua canzone preferita, quella che non t’aspettavi per niente al mondo…

Che gusto c’è a sapere tutto prima?

Metodi anti-terrorismo infallibili

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: matrimonio | Beer Song: "Tired of You", Foo Fighters

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terrorista

A volte ritornano. Non ho avuto molto tempo per i miei deliri ultimamente, causa lavoro massacrante e poco tempo libero dedicato ad attività fisiche controproducenti. Ma stanotte, al ritorno da un matrimonio, quasi totalmente controllato dalla sambuca Molinari, prendo la tastiera e metto in atto un delirio che ho in cantiere da un po’…

… precisamente da quando ho compilato il modulo online per l’autorizzazione al viaggio negli Stati Uniti. Se mi conoscete sapete che andrò a New York il prossimo autunno, e si dà il caso che per poter entrare negli U.S.A. non sia sufficiente il solo passaporto; bisogna anche compilare un questionario che permette al governo americano di sapere se ti accoglieranno per far danni o no.

La cosa meravigliosa di questo modulo è che il tutto si basa semplicemente ed unicamente sulla fiducia. Sarò più chiaro illustrandovi punto per punto le domande del suddetto questionario:

I. Ha mai sofferto di malattie contagiose? Di disturbi fisici o mentali? Ha mai fatto abuso di droghe o è stato mai tossicodipendente?
Mmm, direi di no. Queste bolle verdi sono un semplice sfogo dovuto all’altitudine, mentre i miei scatti d’ira sono passeggeri. E in quella bustina c’è della semplicissima farina doppio zero per le mie fettuccine.

Il delirio continua… →

Odio

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: senza senso | Beer Song: "Wonderful", Gary Go

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Giulia di Pisa beve la hohaholaOdio. Nervosismo, rabbia, frustrazione, tristezza, senso di inadeguatezza al mondo che mi circonda sempre crescente. Odio, molto odio. Siamo ancora a maggio e già cominciano i miei deliri estivi, i quali sono più legati alla temperatura che alle stagioni. Insomma, caldo equivale ad Andrea incazzato e frustrato.

Che ve lo dico a fare? Solita disorganizzazione, solito ricadere delle colpe sulle persone che non ne hanno la responsabilità, solita merda, e uno se ne arriva a casa nervoso, arrabbiato, frustrato e triste.

E come si fa a non provare l’odio più violento quando con questo frullato di belle sensazioni accendi la tv e senti una vocina esile che ti dice:

“Ciao, sono Giulia di Pisa. Io sento tanto parlare di crisi, ma non capisco perchè. Io preferisco andare in vacanza da nonna anzichè andare in hotel, la pizza piuttosto che il sushi, la pasta al ragù al posto del caviale, andare in bicicletta anzichè in limousine, e bere la Coca-Cola al posto dello champagne”

A parte il fatto che bere la Coca-Cola, per quanto sia buona e adorabile, a livello organico è come bere del Paraflu; ma porca vacca ci prendi per il culo? Stiamo facendo i salti mortali per non farci licenziare, ci prostituiamo moralmente per mandare avanti aziende che sono sul filo del rasoio e guadagnare quel poco che ci serve per mangiare, pagare le bollette e magari alcolizzarci un po’ il sabato sera… e tu vieni qui beata e angelica a dirci che il mondo è bello, che non ci sono problemi e che non dobbiamo pretendere il lusso ma accontentarci delle cose semplici? Lo champagne? Il caviale? La limousine? Ammazzati, vai.

Risate, grasse risate virali

delirio partorito da Ste B | catalogato in: TuTubi

Beer Word: | Beer Song:

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Smiling DogSaltellando da un blog ad un altro non so neppure io come mi sono ritrovata a guardare un video su YouTube e sto ridendo come una matta, in camera da sola, da mezz’ora. Si tratta di uno dei cosiddetti video virali ed è quello che, tra i tanti, mi piace in assoluto di più.

Forse perchè tutto si gioca sulla risata, su quanto di più spontaneo possa esserci; si dice che il riso fa buon sangue e devo dire che l’umore è decisamente migliorato dopo la visione di questo video.

La mia reazione sarebbe molto simile a quella della ragazza al 2:46. Provare per credere… vi dico solo “Gnò gnò gnò” e vi avverto: non guardate il video se siete in ufficio o circondati da persone che vi reputano sani di mente.