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dic
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Sfogliando l’album
delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari
Avete presente la sensazione che si prova riaprendo un vecchio album di foto? Non so, riguardarvi con quel terrificante taglio di capelli o con la divisa militare e la sigaretta in bocca, o piccini picciò contesi dai nonni… Questa sensazione, a meno che non si voglia rinnegare totalmente il proprio passato, si chiama nostalgia. La voglia di tornare adolescenti e commettere gli stessi errori di allora, di essere di nuovo bambini e farsi coccolare, o di tornare a quella vacanza in Grecia…
Più o meno è quello che sto provando io riguardando le pagine del fu All of U2. L’occasione mi è stata data dall’Internet Archive, un sito che archivia piccole istantanee di qualsiasi sito web mai esistito – perlomeno questo è quel che credo: se c’è All of U2 dev’esserci proprio tutto.
All of U2 è il mio debutto nel mondo del web, datato 2004. Dedicato alla mia grande passione, da neonato (sfondo giallo ocra triste come un film neorealista) era l’esempio più limpido del web 1.0: nessun contenuto dinamico, gif animate e banner rettangolari, scritte scorrevoli e una piccola e squallida raccolta di foto, quando per trovare una foto degli U2 su internet bisognava fare veramente fatica.
Col passare del tempo il sito è diventato bambino e poi adolescente: è cresciuto e si è sviluppato, cambiando forma e colore ed essendo aggiornato sempre e costantemente. Prima a mano, passando un sacco di tempo a spostare le mie tabelline, a tagliuzzare e incollare pezzi di sito, poi automaticamente, con il contenuto dinamico di WordPress e lo spettacolare lavoro grafico di Erika.
A fine 2007 All of U2 è stato chiuso per lasciare spazio a questo blog, qualcosa che mi avrebbe occupato molto meno tempo, come potete notare dalla frequenza con cui è aggiornato.
Una piccola istantanea, risalente all’ottobre del 2006. Più di cinque anni fa…




Complice un piccolo ritardo nella spedizione della mia copia di Mylo Xyloto, l’ultimo album dei Coldplay (uno dei piccoli inconvenienti di chi
Una parte di me mi odia profondamente per quello che sto per fare (e anche per il titolo che ho scelto per questo delirio). Normalmente detesto la schiera di vedove che si materializza ogni volta che muore qualche personaggio famoso: tutti appassionati d’opera quando è morto Pavarotti, tutti fan della Winehouse quest’estate, tutti a toccarsi il pacco quando è morto Michael Jackson – ma quella forse era scaramanzia.
Mi è stato proposto una specie di giochetto, ispirato da quello che ultimamente è diventato fonte di ispirazione per qualunque cosa esistente al mondo: Roberto Saviano. Lo scrittore ha stilato una lista dei 10 motivi per i quali vale la pena vivere e ha invitato i suoi lettori a fare lo stesso.
Nel corso della mia breve e modesta vita mi è capitato raramente di essere al centro dell’attenzione. E’ capitato nell’unica recita delle medie alla quale ho partecipato, nel ruolo de Il Sole (astenersi da eventuali commenti sulla rotondità di entrambi), oppure quando ho vinto un fornetto elettrico alla pesca di beneficienza alla fiera del mio paese. E’ capitato quando ho vinto il rinomato concorso “Il Dettato d’Oro” indetto dal comune di None nel lontano 1997 (o ’98, non ricordo esattamente), e nella bella quanto sventurata partecipazione a una serata di cabaret al Cab 41 a Torino di un paio di anni fa.
Tutti noi nerassurri (noi saremo qui nerassurri) sapevamo che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, che ci piacesse o no. E’ un’idea che personalmente mi porto dietro da qualche tempo, ma considerato l’aumento esponenziale dei successi negli ultimi anni, culminata nel Meraviglioso Anno Duemiladieci, l’esaltazione mi ha distolto dal pensiero che prima o poi il ciclo di successi interista sarebbe terminato.
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