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delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: TiVì, Video

Beer Word: | Beer Song:

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Mentre in Italia sta per essere trasmessa in anteprima la seconda stagione di Heroes (questa sera alle 23,30 su Italia 1, appena dopo la solita immondizia targata Vanzina) nei meravigliosi States sta per partire la terza. Il 22 settembre prossimo venturo, infatti, sarà trasmesso il primo episodio del terzo volume di questa magica magica serie TV.

Spero con tutto il cuore che non più tardi del 25 sia già pronto online l’episodio sottotitolato in italiano, con buona pace della NBC che lo trasmette. Sono smodatamente impaziente.

Volete sbavare per la curiosità? Cuccatevi questo bel trailerino che vi lascerà senz’altro a bocca spalancata.

Eeeeh? Che ne dite? Il finale non è da intubazione e defibrillatore?

Peperoni in agrodolce

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Culi in aria

Beer Word: insetti | Beer Song: "Who Are You?", The Who

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Inauguriamo l’angolo culinario di Beer Delirium. E prometto che lo chiuderemo ancora più velocemente, visto che forse questa è l’unica cosa decente che sono riuscito (e mai riuscirò) a cucinare in vita mia. Pasta al sugo e uova al tegamino escluse.

Insomma, prendete carta, penna e calamaio e annotate quanto sto per dirvi, ché potrebbe sempre servirvi.

Ingredienti per 3-4 persone:
- 4 peperonazzi belli grossi, possibilmente rossi
- una cipolla di dimensioni contenute
- pomodori pelati tanto quanto basta per non annegare il resto
- sale, pepe, origano
- 1/2 bicchiere d’aceto
- zucchero

Preparazione
Prendete i peperoni, lavateli, puliteli e tagliateli a pezzi grossolani. Se volete il gusto del brivido oppure un giretto in ospedale senza pagare il ticket potete anche non lavarli.
Mettete a scaldare in una padella un filo d’olio e aggiungete i peperoni, facendoli rosolare un po’. Dopo qualche minuto aggiungete la cipolla e mescolate con vigore evitando di spargere il tutto in giro per la cucina.
Non appena la cipolla si sarà leggermente imbiondita buttate dentro i pelati, il sale e un pizzico di pepe e continuate a mescolare, giusto per evitare di dover poi scrostare la padella col martello pneumatico.
Lasciate cuocere per una mezz’oretta e quando vi accorgerete (non so come) che i peperoni sono cotti aggiungete l’aceto (nel quale avrete precedentemente sciolto un cucchiaino di zucchero) e l’origano.
Tenete la padella sul fuoco ancora per 4-5 minuti e continuate a mescolare, dopodichè spegnete il fuoco, lasciate intiepidire il tutto e strafogatevi.

Ecco il risultato (vedrete anche delle olive perchè ho fatto una piccola aggiuntina ai pelati con un sugo che avevo già pronto):

Il blog del secolo

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Segnalazioni

Beer Word: sollievo | Beer Song: "Can't Take My Eyes Off You", Frankie Valli

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E’ una mezz’oretta che leggo un post dopo l’altro e mi ammazzo dalle risate. Un tempo girava per internet una raccolta delle letterine che le neoadolescenti scrivevano a riviste tipo Cioè per consigli psico-sentimental-sessuali. Purtroppo non era una lista infinita e, nel corso degli anni, mi sarà capitata davanti agli occhi talmente tante di quelle volte che ormai ha smesso di essere divertente.
Ora siamo passati dalle riviste ai forum. Internet è una fonte inesauribile per qualsiasi cosa, figuriamoci per queste grandissime puttanate.

E’ da mezz’ora che mi spancio leggendo le pagine di questo blog straordinario, a cui va il Delirium Award come blog del secolo.

http://girlpowervscioe.blogspot.com/

D’ Spescial Uan

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Calcio

Beer Word: zanzara | Beer Song: "Your Love Alone is Not Enough", Manic Street Preachers

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Lo ammetto, fino a qualche tempo fa Josè Mourinho non riscuoteva esattamente tutta la mia simpatia. La sua immagine filtrata dai media inglesi non è mai stata fantastica e la risonanza che il suo modo di fare un po’ guascone ha avuto in Italia è spesso stata distorta.

Perciò, quando il santo che è stato in grado di far vincere due scudetti a una squadra con la bocca secca da una ventina d’anni (Roberto Mancini, sempre sia lodato) è stato frettolosamente cacciato a pedate in culo per far posto allo Special One (termine di cui i fantasiosissimi giornalisti italiani hanno già abusato), non ero al settimo cielo. Sì, Mourinho ha vinto una Champions League con il Porto (!), ma il Mancio è sempre “colui il quale” e bisognava portargli un po’ più di rispetto, nonostante certe uscite sbagliate al momento sbagliato.

Va da sé che se va via quello buono, quello che lo sostituisce diventa quello cattivo. Specialmente se ha la fama di cui sopra. Però alla fine il Mourinho mi ha conquistato… e ci ha messo poco.

Non l’ha fatto con il suo perfetto italiano/milanese nella sua prima conferenza stampa; per un portoghese che probabilmente sapeva già da mesi il suo destino penso non fosse impossibile mettersi a studiare un po’ d’italiano per arrivare pronto. Non l’ha fatto nemmeno con il suo modo di giocare; in effetti se escludiamo il primo tempo di Supercoppa contro la Roma non è che l’Inter “lusitana” abbia fatto vedere moltissimo.

Mourinho mi ha conquistato per la sua schiettezza. Una qualità che già mi ha fatto amare Mancini, avendola dimostrata in varie occasioni (come dimenticare la battuta sul “torneo dell’amicizia”, riferito al Mondiale per Club?) ma offuscata da un atteggiamento non sempre coerente da parte del ciuffo ribelle.
Il portoghese è molto “pane al pane, vino al vino”, se deve dire una cosa la dice; si sbilancia, fa nomi e cognomi quando devono essere fatti; non si nasconde dietro le solite idiotissime frasi fatte che si sentono in continuazione in qualsiasi programma calcistico. Forse anche più dello jesino, che già s’era distinto in passato.

Ma soprattutto, ha già girato a pecora Ranieri e Ancelotti con due parole. Passa come provocatore, ma risponde solo quando è stuzzicato da gente totalmente incapace di sfidare chi come lui è un mago della parola parlata e del botta e risposta. E ha fatto i migliori auguri a Shevchenko per un glorioso cammino in coppa Uefa.

Quest’uomo ha già capito tutto, è già uno dei nostri. Ora deve solo vincere, possibilmente tutto.

Cenerentolo

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Deliri Birrici Vari

Beer Word: rientro | Beer Song: "Falling Away With You", Muse

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La mia cucina. O meglio, il modo in cui l’ho ridotta in questi ultimi due giorni. Ah, quanti manicaretti hanno visto quelle pentole, quanti bei piatti hanno contribuito a preparare. Peccato che poi vogliano essere lavate, e siccome in casa è vietato l’ingresso alle lavastoviglie… OLIO DI GOMITO!!!

Niente, volevo solo farvi partecipi che ho lavato un sacco di piatti, a causa della pigrizia che ho accumulato negli ultimi giorni. C’è gente che si fa un culo così tutti i giorni e non va a scriverlo su un blog. Ah, quanto sono viziato.

Da Marlay Park con amore

delirio partorito da Andrè Nakamura | catalogato in: Mostre fotografiche

Beer Word: emicrania | Beer Song: "Stockholm Syndrome", Muse

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Ed ecco le foto del concerto a Marlay Park. Da notare la foto sovrastante (compresa nel minestrone che c’è più in basso), un bieco tentativo di mascherare con Photoshop il fatto che sia la foto più mossa dal 1861.

Il delirio continua… →