20
dic
09
Letterina natalizia al panzone vestito di rosso
delirio partorito da Ste B | catalogato in: Deliri Birrici Vari
No, non sto parlando del Gabibbo e nemmeno dell’operatore ecologico che stamattina stava per compiere un a-tttten-ta-tooo all’Opel Corsa del vicino di casa, spostando con troppa ma incontrollata forza il bidone della spazzatura. Sto parlando proprio di Santa Claus, Babbo Natale, l’uomo senza età portatore di doni (pagati dai genitori però… bambini non leggete! ops, troppo tardi).
Tra l’altro, guardando la foto di quest’anno, è sempre più lampante che il Babbo Natale che passa da Casa Beer Delirium è un po’ fuori di testa, basta dare un’occhiata agli avvistamenti degli scorsi anni qui e qui. Ma torniamo al punto cruciale del post: visto che chiedere è lecito, rispondere è cortesia, io quest’anno ci provo e gli scrivo, tanto le vie del web sono infinite ormai.
Caro Babbo Natale,
che fine hai fatto quest’anno? Forse ti sei fatto ingannare del clima impazzito che oggi imbianca e ghiaccia la mia città ma una settimana fa faceva sbocciare i fiori manco fosse primavera.
Il Natale è alle porte e a me sembra lontanissimo, fagocitata da pensieri e incombenze; me lo ricorda giusto giusto l’alberello addobbato in casa che, devo ammettere senza modestia, è proprio bruttino. Però è un albero romanista, ahò: rosso e oro.
Senti un po’, Babbo Natale, come la mettiamo quest’anno con i regali? A me basta poco, per le cose quotidiane ci penso da me, per tutto il resto c’è Mastercard e magari ci sei tu… o no? Sai com’è, con questa aria di crisi non vorrei che la cassa integrazione abbia coinvolto anche te. Anche se secondo me il tuo inquadramento professionale è un contratto a progetto, giusto quel tanto che giustifichi il tuo bel da fare periodico.
Sai cosa vorrei davvero? Più tempo e più organizzazione; qualcosa di nuovo che stia lì a bollire in pentola e qualche rompicojotes in meno a stressarmi. Perchè altrimenti, come direbbe la nonna di un caro amico: “Signore mio, se deve andare peggio, lascia tutto così”. E’ la stessa saggia anziana che dice “Fai la scorreggia, bello di nonna: c’è più posto fuori che dentro”; si può darle torto?!
Questo Natale non so come/dove/con chi passerò vigilia, pranzo, super mangiate, tombolate, mani di poker, scopa, setteemmezzo, annessi e connessi: è ancora tutto in divenire. Graviterò molto su questa casetta piccola ma bella (almeno per noi), attenderò paziente un plico di documenti che sto aspettando da un po’ e farò un po’ ordine sia in casa che nella mia vita al di fuori di queste calde, confortevoli e ovattate mura.
Avrei varie cose da chiederti, Babbo Natale, ma lascerò a te la scelta del dono più azzeccato per me in questo momento, saprai tu cos’è meglio, ad una piccola condizione: vizia chi mi ama ma non dimenticare chi me vo’ mmale (e qui parte il ghigno, ghghghgh).




Da un po’ di tempo Italia 1 ha inserito nella sua programmazione, dal lunedì al venerdì alle 14,30 circa, i Looney Tunes, i famosi cartoni animati della Warner Bros. Si dà il caso che in quel momento di solito sono a casa in pausa pranzo e, finito uno di quegli insulsi cartoni animati giapponesi (dei quali ci sarebbe parecchio da dire) mi ritrovo a guardare le avventure di Bugs Bunny, Daffy Duck, Titty e Silvestro e soprattutto… Willy il Coyote.
Oggi è una di quelle giornate un po’ retoriche alle quali però credo sia utile partecipare, con riflessioni e molto passaparola. Sto parlando della Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Perchè dico “retorica”? Bè, perchè secondo me questi momenti di riflessione collettiva lasciano il tempo che trovano, quando e se non preceduti e seguiti da iniziative concrete, mirate e più attente. Tuttavia, lodevole l’intento al quale chiaramente aderisco volentieri scrivendo questo post.


RSS (Articoli)